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Draghi al G20 Empower: "Siamo ancora lontani dal raggiungere una reale parità di genere”

© Filippo AttiliMario Draghi
Mario Draghi  - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
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Il premier ha fatto appello ai governi e alle imprese affinché le disparità vengano superate e venga dato potere “a una nuova generazione di donne”.
Il premier Mario Draghi ha usato parole chiare e decise per chiedere ai grandi del mondo un impegno maggiore nel raggiungere la parità di genere. Parlando alla Terza Sessione Plenaria del G20 Empower che si è svolta oggi il presidente del Consiglio italiano non ha fatto sconti per nessuno.
Questa sessione riunisce in un gruppo di lavoro settore privato e governi per promuovere l’emancipazione delle donne nei ruoli di leadership.
"Siamo ancora lontani dal raggiungere una reale parità di genere. Governi e imprese devono lavorare insieme per superare queste disparità”.
Secondo Draghi all’esecutivo di ogni stato è dato il compito di rafforzare “i servizi per l'infanzia” mentre alle imprese quello di trovare “il modo di adattare i propri luoghi di lavoro alle esigenze delle madri lavoratrici".

Plasmare il futuro

Il premier Draghi ha voluto dare uno slancio in avanti alla discussione. "Le decisioni che assumiamo oggi determinano come la nostra società evolverà in futuro. Sta a noi dare potere ad una nuova generazione di donne e costruire un mondo migliore e più equo", ha sottolineato.
"Le disuguaglianze di genere nelle nostre società sono significative. Le donne sono capi di Stato o di governo in soli 22 Paesi; solo il 21,9% di tutti i ministri nel mondo sono donne", ha aggiunto.
E se ci saranno dei risultati già di questi primi tre incontri si saprà il 26 agosto alla Conferenza ministeriale sull'Empowerment femminile.

Draghi chiede trasparenza

Il premier non si è fermato soltanto all’appello ai governi e alle imprese ma ha chiesto molto di più per superare il gender gap.
"Dobbiamo pretendere più informazioni da parte delle aziende sul divario salariale di genere”, ha incalzato.
E per il presidente del Consiglio “e aziende dovrebbero garantire che sia preselezionato per le candidature un numero sufficiente di donne qualificate” e i “governi possono fare di più per aumentare il numero di donne nella scienza e nei settori correlati in rapida crescita”.
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