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Ddl Zan, affondo di Letta su Renzi e Salvini

© AP Photo / Riccardo De LucaEnrico Letta, segretario del Partito Democratico
Enrico Letta, segretario del Partito Democratico - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
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Dopo l'appello di Alessandro Zan ai renziani, anche il leader dem è intervenuto sulla mediazione tra IV e il centrodestra sul decreto contro la omotransfobia.
Il PD non ha intenzione di richiedere il voto segreto sul disegno di legge Zan, nonostante tale possibilità sia stata prefigurata dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi.
A riferirlo, in diretta alla trasmissione In Onda, su La 7, è il leader dei dem, Enrico Letta, che non ha risparmiato critiche all'ex sindaco di Firenze.
"La maggioranza che l'ha approvato alla Camera deve farsi carico di approvarla al Senato. Nel momento in cui Renzi si sfila, si copre con il voto segreto", sono state le parole di Letta.
Non manca l'affondo nei confronti del 'collega' di governo, il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di voler "affossare" la legge sulla omostransfobia.
"I giochini non sono per far approvare una norma migliorata o una legge emendata, sono per affossarla. Nella Lega hanno detto tutti che non la vogliono, devo fidarmi di chi la vuole affossare? Ognuno si assuma la sua responsabilità", ha concluso Letta.

L'appello di Zan ai renziani

Nelle scorse ore Alessandro Zan, primo signatario della proposta di legge contro l'omotransfobia ha lanciato un appello ai renziani per rompere l'asse con il centrodestra sulla mediazione e di non cadere nella "trappola di Salvini".
Per Zan la proposta di Renzi di tornare al testo del ddl Scalfarotto, stralciando gli artt. 1, 4 e 7, è in contraddizione con il lavoro portato avanti finora.
Il leader del PD, Enrico Letta e il segretario leghista Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
Letta a Salvini: o stai con Orban o stai con Draghi; Salvini: Si occupi d'Italia

L'iter del Ddl Zan

Il testo del Ddl Zan contro l’omotransfobia è stato approvato il 4 novembre del 2020 alla Camera ed è successivamente approdato in commissione Giustizia al Senato dove è in corso un dibattito acceso sui punti ritenuti più critici dagli esponenti di centrodestra, ma anche da parte del centrosinistra, in particolare dal mondo femminista e Italia Viva.
Nella discussione era intervenuto con una nota verbale anche il Vaticano che con un gesto diplomatico senza precedenti aveva invocato il rispetto del Concordato da parte delle autorità italiane sulla “libertà garantita alla Chiesa”.
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