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Venticinque anni fa “nasceva” Dolly, il primo animale clonato

© AFP 2021 / Colin McPhersonКлонированная овечка Долли
Клонированная овечка Долли - Sputnik Italia, 1920, 05.07.2021
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La notizia venne data soltanto l’anno dopo: il successo di una lunga serie di tentativi iniziati a metà del Novecento e che aprì la strada alla ricerca scientifica sulle staminali.
Era il 5 luglio 1996 quando nei laboratori scozzesi dell'Istituto Roslin nasceva la pecora Dolly. Si trattava del primo esemplare di animale domestico clonato al mondo.
Una notizia che fece scalpore e che proprio per la sua particolarità e le sue implicazioni, anche etiche, venne data soltanto nel febbraio del 1997.
La clonazione venne descritta in un articolo pubblicato da “Nature” e firmato dagli scienziati che avevano coordinato il team Ian Wilmut e Keith Campbell. E viene ricordato da giorni dallo stesso Istituto Roslin che ne celebra l'importanza sui social.
Dolly era stata il successo finale di una serie di esperimenti di clonazione, iniziati già nel Novecento.
Alla pecora venne dato il nome Dolly in onore della formosa cantante Dolly Parton. Un modo per ricordare che la pecora era stata creata utilizzando il materiale biologico delle mammelle di una pecora adulta.

Il procedimento di clonazione

L’iter con cui venne clonata Dolly non fu affatto semplice.
Gli scienziati utilizzarono una cellula della ghiandola mammaria di una pecora di razza Finn Dorse. Successivamente il nucleo della cellula era stato trasferito nell'ovulo di una pecora di razza Scottish Blackface.
In questo modo era stato creato un embrione, trasferito a sua volta nell’utero di una terza pecora che diede alla luce Dolly.
Il tentativo era andato a buon fine dopo diverse centinaia di esperimenti e solo 29 embrioni formati. La pecora Dolly ebbe una salute cagionevole e invecchiò precocemente. Il 14 febbraio del 2003 venne soppressa.
Il suo corpo si trova ancora oggi presso il Royal Museum di Edimburgo, dove è esposto dal 9 aprile del 2003 e celebra il compleanno.
Dopo Dolly sono stati creati in laboratorio anche un toro e una cavalla in Italia, Galileo e Prometea, nati nel laboratorio del professor Cesare Galli.
L’idea del premio Nobel Renato Dulbecco era di usare la stessa tecnica per creare “fabbriche di organi”. Un futuro ancora lontano, mentre è realtà la ricerca sulle staminali e la rigenerazione cellulare.
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