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Variante Delta, efficacia Pfizer crolla al 64%

© REUTERS / Dado Ruvic/IllustrationVaccino Pfizer
Vaccino Pfizer - Sputnik Italia, 1920, 05.07.2021
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I dati raccolti dal ministero della Salute nell'ultimo mese, mostrerebbero una maggiore resistenza del ceppo mutato al vaccino mRna. Tuttavia, l'efficacia contro complicazioni e ospedalizzazioni si mantiene alta.
Aumenta la preoccupazione in Israele per la variante Delta, che nell'ultimo mese si è diffusa nonostante l'alto numero di vaccinati nel Paese. Il ministero della Salute israeliano conferma che il vaccino Pfizer è efficace solo al 64% contro il nuovo ceppo.
Il ministero ha presentato questa domenica i dati sui contagi nel Paese in occasione di una riunione dell'equipe per la cura delle epidemie (ZTM), secondo quanto riferisce l'agenzia Ynet.
"Brutte notizie in arrivo da Israele, stamattina". Così il profesor Yaniv Erlich, scienziato israelo-americano della Columbia University, commenta su twitter.
"L'efficacia di Pfizer per la protezione contro la contrazione del Delta scende al 64% dal 94% contro altri ceppi. Ciò ha importanti implicazioni per l'immunità di gregge e la capacità del virus di evolversi ulteriormente", prosegue il tweet.

Cosa rileva lo studio del ministero

Dal 6 giugno fino a martedì 29 giugno, il vaccino mRna ha mostrato un'efficacia di appena il 64% contro il contagio con la variante Delta, secondo i dati del ministero. Allo stesso tempo, è stato rilevato un simile calo di efficacia nella protezione dai l'insorgenza di lievi sintomi della malattia.
In ogni caso l'efficacia del vaccino contro le complicazioni e il ricovero resta piuttosto elevata. Secondo i dati, tra il 2 maggio e il 5 giugno, il tasso di efficacia del vaccino nella prevenzione dei ricoveri è stato del 98,2%, rispetto al 93% tra il 6 giugno e il 3 luglio. Un calo di circa il 5% che si è registrato anche riguardo la risposta del vaccino contro lo sviluppo della malattia grave fra persone vaccinate.
Questi numeri sono coerenti con l'andamento mostrato nei tassi di morbilità aggiornati, secondo cui aumenta sempre più il numero di persone vaccinate che si contagiano. Secondo il ministero, venerdì scorso il 55% dei contagiati è stato vaccinato. Un funzionario citato da Ynet ha definito questi dati "inquietanti".
Dall'altro lato il numero di ricoverati in condizioni critiche cresce in maniera molto più lenta rispetto ai contagi.

Rischio nuove varianti

Il professor Erlich assicura sul fatto che i nuovi contagi siano per lo più asintomatici o paucisintomatici. Ciò che preoccupa è piuttosto la capacità del virus di continuare ad evolversi negli individui vaccinati.
"L'efficacia per la prevenzione del ricovero è ancora elevata (>90%) sulla base di questa analisi preliminare. Ma le implicazioni sono che il virus può ancora evolversi negli individui vaccinati. Non buono", ha spiegato.

Diminuisce l'età dei contagiati

Nel bollettino comunicato ieri dal ministero della Salute, sono 292 i casi di positività su 37 mila test, con un tasso di positività dello 0,7%. Solo 63 pazienti Covid sono ricoverati in ospedale, 34 in condizioni critiche, tra cui 16 collegati a respiratori. I contagi per lo più si diffondo fra ragazzi e bambini inseriti nel sistema educativo.
Il governo sta prendendo in considerazione la possibilità di una terza dose per aumentare l'efficacia del vaccino.
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