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Milano, Fentanyl sparisce dalla cassaforte dell'ospedale Niguarda: indagata infermiera

© Sputnik . Ramil Sitdikov / Vai alla galleria fotograficaInfermiera si prepara a somministrare il vaccino contro il morbillo a Mosca
Infermiera si prepara a somministrare il vaccino contro il morbillo a Mosca - Sputnik Italia, 1920, 05.07.2021
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Il farmaco è un potente oppioide utilizzato come analgesico. Venduto sul dark web come sostanza stupefacente, il suo impiego in campo medico è sottoposto ad un rigoroso tracciamento.
Un'infermiera caposala dell'ospedale Niguarda di Milano è stata sospesa ed è indagata per possesso di stupefacente e peculato. La donna ha ammesso di aver sottratto delle fiale di fentanyl, un farmaco oppioide utilizzato come analgesico. Sarebbe dipendente dalla sostanza.
A far scattare l'allarme è stato il ritrovamento da parte dei colleghi di una boccetta fuori posto, tra gli oggetti del reparto. Il medicinale è infatti sottoposto ad un rigido tracciamento, in quanto ricercatissimo nel dark web, dove è venduto come droga simile all'eroina. Negli ospedali deve essere conservato all'interno della cassaforte farmaceutica dei reparti in cui è impiegato.
Secondo quanto si apprende dal Corriere, i dirigenti medici vengono informati della sottrazione, ma derubricano il caso a dimenticanza. Solo in seguito alle insistenze del personale scatta la verifica interna. Le indagini portano alla caposala. Da una perquisizione, viene rinvenuto una boccetta con il medicinale nella sua abitazione.
Si scopre così che la donna è dipendente dall'oppioide, che in passato sono state ritrovate siringhe abbandonate, che è arrivata a iniettarsi anche 12 dosi al giorno, potenzialmente letali. Non è la prima volta che una professionista sanitaria cade nel tunnel della tossicodipendenza da medicinali oppioidi.
"Già nel 2015 in un ospedale lombardo un’infermiera finì in overdose in reparto, l’indagine del Niguarda va dunque inserita in quadro più grande che rende necessaria una riflessione", dice al Corriere Gregorio Mammì, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, secondo cui "Non è sufficiente però tracciare i farmaci, ma è necessario tutelare i professionisti sanitari con un’adeguata sorveglianza" per prevenire situazioni di stress e burn out dovute ai fittissimi ritmi lavorativi.
L'infermiera è indagata per possesso di stupefacente e peculato. L'ospedale l'ha sospesa e adotterà provvedimenti disciplinari.
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