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Mattarella alla Sorbona richiama ai valori dell’Ue: “No agli egoismi nazionali”

© Francesco_AmmendolaIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Université La Sorbonne,in occasione della visita di Stato nella Repubblica di Francia.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Université La Sorbonne,in occasione della visita di Stato nella Repubblica di Francia.  - Sputnik Italia, 1920, 05.07.2021
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E poi ha rilanciato l’idea di un’Europa all’altezza delle nuove sfide mondiali, unita. E ha anche avvertito che i migranti sono una questione comune.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso un altro degli appuntamenti chiave della sua visita di Stato in Francia, che domani si concluderà con diversi appuntamenti. Il capo di stato italiano ha tenuto una lectio magistralis alla Sorbona tutta incentrata sui valori europei e sul ruolo dell’Europa nel mondo, le sfide comuni, tra cui la migrazione, e gli egoismi nazionali da evitare, pena lasciare la famiglia europea.
"Oggi sono le sfide del mondo globale a esigere, nuovamente, una presenza europea all'altezza delle sue responsabilità. Diversamente la pace, le libertà, i diritti, la prosperità, potrebbero divenire in futuro, anche per noi europei, un ricordo", ha detto durante il suo discorso.
Per Mattarella, che oggi ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron, rinsaldando i legami tra Roma e Parigi, “le solenni decisioni assunte da ciascun popolo al momento dell'adesione al progetto non possono essere contraddette se non a prezzo della drastica decisione dell'abbandono. Occorre chiarezza”.
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Un accenno velato, forse, al controverso documento dei sovranisti europei messo a punto in questi giorni e firmato anche da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Sacro egoismo

Il capo di Stato ha sottolineato che la storia del mondo non può essere scritta attraverso i “canoni obsoleti del ‘sacro egoismo’ delle ottocentesche rivoluzioni nazionali”.
E anche se Mattarella ammette che ci possano essere visioni diverse, “talvolta opposte ma che si pretendono parimenti plausibili di Europa", ribadisce che "questa tesi rischia di mettere in ombra le autentiche finalità dell'esercizio di unità europea che sono, invece, inequivocabili”.
Quindi, prendendo spunto anche dal motto francese, ha aggiunto: “Si tratta di elementi inscindibili fra loro: non vi può essere democrazia senza libertà; libertà senza democrazia; libertà e democrazia senza giustizia sociale che consente il perseguimento della prosperità. Liberté, Egalité, Fraternité: sono elementi indivisibili per tutta l'umanità”.

I migranti sono un problema europeo

Mattarella nel suo discorso non ha tralasciato un tema che è ancora più pressante in questo periodo, quello dei flussi migratori e ha sottolineato che "la politica migratoria rimane un vulnus recato alla coscienza europea”.
Per il presidente, come l’Europa è stata in grado di dare una risposta coesa sulla pandemia, sulla crisi economica, altrettanto deve fare sui migranti: “Alle migrazioni, ovvero al tema che in grande misura oggi interpella i nostri valori, al tema che più di altri mette in gioco la nostra capacità geopolitica e la nostra visione del futuro, non siamo ancora riusciti a dare una risposta adeguata, efficace e comune".
Per questo Mattarella ha spiegato che "i flussi migratori vanno regolati e governati, affinché siano rispettosi delle comunità di accoglienza e dei migranti, cancellando l'odioso traffico che criminali senza scrupoli hanno imbastito sulla loro pelle”.
E "donne, bambini, uomini in fuga, difficilmente possono essere individuati come un nemico”, per questo l’Ue deve dotarsi di una politica dell'immigrazione e dell'asilo all'altezza dei valori che sono alla base del progetto di integrazione europea, è "un obiettivo primario per la stabilità e la coesione stessa dell'Unione oltre che per poterci confrontare con i Paesi della regione in maniera credibile”.
La gestione dei flussi migratori, ha concluso Mattarella, “deve divenire parte integrante dell'azione esterna dell'Unione".
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