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“La tassa sul panino”, la proposta del direttore degli Uffizi apre il dibattito

© Sputnik . Sergei Mamontov / Vai alla galleria fotograficaPiazza del Duomo di Firenze
Piazza del Duomo di Firenze - Sputnik Italia, 1920, 05.07.2021
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Una “tassa sul panino” per ridurre la sporcizia nelle strade delle città culturali italiane e per proteggere le pietre delle vie storiche che vengono danneggiate dal ketchup e dalle bibite gassate. La proposta, che ha innescato immediatamente il dibattito, arriva dal direttore degli Uffizi.
Le vie del centro di Firenze? Bellissime, strapiene di turisti e… di persone che mangiano per strada, sulle panchine, sui sagrati e sugli scalini dei palazzi storici. Per arginare il problema dello sporco e dei rifiuti che si accumulano nelle città storiche il direttore del Museo Uffizi Eike Schmidt ha proposto di tassare il cibo da strada, cioè quei locali che non offrono uno spazio per consumare il prodotto.
La tassa sullo street food ha suscitato reazioni divergenti e la “lotta contro l’unto” ha ovviamente trovato una pesante critica da parte degli imprenditori del settore. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi.
Eike Schmidt, ci potrebbe raccontare della sua proposta in merito ad una tassa per i locali di fast food di Firenze?
— Premetto che non ho niente contro il cibo da strada di per sé, soprattutto quando è di buona qualità e quando si tratta di cibo tradizionale, tuttavia l’importante è che chi vende provveda ad offrire i luoghi esterni dove la gente possa consumare il pasto. Questo non avviene sempre. Nelle città storiche come Firenze la situazione è molto difficile: già la città è affollata, poi si aggiungono migliaia di persone ogni giorno che mangiano senza avere uno spazio dedicato. Mangiano per strada o mettendosi seduti in posti non previsti per questo, come i sagrati delle chiese oppure le scale delle logge o sulle panchine in pietra serena dei palazzi storici, costruite nel Rinascimento davanti ai palazzi storici per sedersi e riposare, ma di sicuro non per sostituire un tavolo di un ristorante.
Inoltre c’è anche una diseguaglianza fra i ristoratori che offrono il servizio completo, che tengono puliti gli spazi e pagano tasse più alte rispetto a chi vende soltanto il prodotto e nient’altro. Da qui nasce la mia proposta: non basta soltanto multare – come viene già fatto – le persone che mangiano nel posto sbagliato, perché nelle città d’arte non bastano gli agenti della municipale. Quindi solo alcuni pagano multe salate fino a 500 euro, mentre la maggior parte delle persone non contribuisce in nessun modo.
Riscoperti affreschi medicei nella Galleria degli Uffizi - Sputnik Italia, 1920, 30.06.2021
Uffizi di Firenze, direttore vuol tassare lo street food per ripulire la città sporcata dai turisti
Il turismo è diverso: nelle città storiche italiane le vie sono come un museo a cielo aperto e vanno rispettate. Prendiamo la stessa Loggia a Firenze.
— Esattamente, all’interno della Loggia abbiamo delle guardie che cercano di controllare la situazione da questo punto di vista, ma subito all’esterno vi sono delle lunghe panchine in pietra dove si siedono i turisti e servirebbero centinaia di agenti per garantire la pulizia. Sarebbe anche brutto vedere tutti questi agenti in azione che controllano se i turisti mangiano o meno. Piuttosto serve un sistema per disincentivare le persone a mangiare per strada, non si tratta solo di panini, ma anche patate fritte, bibite piene di zucchero. Quando il tutto si riversa sulle pietre queste vengono danneggiate.
I soldi della tassa di cui parlo potrebbero essere utilizzati per creare degli spazi con la possibilità di sedersi. D’altro canto se questi soldi fossero aggiunti al costo del prodotto potrebbe motivare le persone a dedicarsi ad un vero e proprio pranzo invece di mangiare velocemente. Questi aspetti favorirebbero molto il decoro della città. Il problema non c’è quando si tratta di poche decine di persone, diventa un problema quando parliamo di migliaia di turisti.
Questo discorso potrebbe valere anche per altre città oltre Firenze. Ha ricevuto qualche reazione alla sua proposta da parte di sindaci o di colleghi di altri musei?
— Ancora no, la proposta è appena uscita ed è nato il dibattito, questo mi fa molto piacere, la gente è costretta a fare anche delle contro proposte. Questo contesto favorisce la creatività e le persone si focalizzano su questo problema che è reale.
La sua proposta effettivamente divide. Alcuni imprenditori sono molto critici spiegando che è un periodo difficile di ripartenza e nuove tasse sarebbero fuori luogo secondo loro. Lei che cosa si sente di rispondere?
— È ovvio che chi vende gli hamburger e lo street food non vuole altre tasse da pagare. Se si intervistano le persone che fanno la fila per comprarsi un panino farcito queste di certo non saranno a favore di pagare 2-3 euro in più. Firenze è una città che ama il dibattito e quindi ci sono voci fortemente favorevoli alla proposta e voci fortemente contrarie. Le persone con interessi economici non vogliono aggiungere altre tasse, questo è lapalissiano. Se questo dibattito aiutasse a far nascere altre proposte che possano aiutare ad arginare il problema sarei felicissimo.
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