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Figliuolo: “I vaccini ci sono e a fine settembre raggiungeremo l’immunità di gregge”

© Foto : Regione LazioIl Generale Figliuolo in visita ad un centro vaccini di Roma
Il Generale Figliuolo in visita ad un centro vaccini di Roma - Sputnik Italia, 1920, 05.07.2021
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Il commissario lo afferma numeri alla mano e invita le Regioni a procedere con lo stesso ritmo di vaccinazioni. Resta il tallone d’Achille dei 60enni non immunizzati.
Per il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario che si occupa della campagna vaccinale in Italia a dire senza possibilità di smentita come sta procedendo la lotta alla pandemia nel Paese sono i numeri: sei italiani su 10 hanno ricevuto almeno una dose, 20 milioni hanno avuto entrambe le dosi, i vaccini ci sono, si può continuare a somministrare una media di 500mila dosi al giorno e l’immunità di gregge si potrà raggiungere alla fine di settembre.
In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Figliuolo smentisce anche che ci siano ritardi nelle dosi e che le Regioni siano costrette al rinvio delle somministrazioni: “Le dosi sono sufficienti per procedere spediti nella campagna vaccinale”, afferma.
“Se confrontiamo luglio con giugno c’è una flessione del 5% dei vaccini Pzifer e Moderna, non parlerei di ritardi”.
Per il mese di luglio ci saranno nuove forniture di Pfizer, 12,1 milioni, e di Moderna, 2,4 milioni, che serviranno anche per le seconde dosi eterologhe di chi è stato vaccinato con AstraZeneca e ha meno di 60 anni.
Quindi, conferma sicuro il commissario, “le Regioni hanno la potenzialità di somministrare complessivamente 500mila vaccinazioni al giorno”.

L’immunità di gregge

L’obiettivo del governo e degli esperti di raggiungere l’immunità di gregge al più presto è quindi ancora a portata di mano.
Secondo Figliuolo grazie al ritmo di somministrazioni, alla disponibilità di vaccini e all’andamento della pandemia la meta sarà raggiunta tra un paio di mesi.
“Sono sicuro di dire che entro il 30 settembre avremo raggiunto l’80% della popolazione”.

Gli over 60 da vaccinare

Resta un vulnus, però, in questa campagna vaccinale. Nella fascia di età tra i 60 e i 69 anni su 18,1 milioni di persone, 2,5 milioni non hanno ricevuto né la prima né la seconda dose.
Per Figliuolo la vaccinazione di questa parte della popolazione “è una priorità assoluta”.
E bisogna spingere anche per la fascia tra i 50 e i 59 anni, che ha il 72% delle prime dosi: “È necessario agire a tutto campo per raggiungere chi vuole vaccinarsi e per coinvolgere chi è rimasto ancora dubbioso”.
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