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Migranti, Lamorgese e Musumeci "fanno pace" a Siracusa. Il ministro: "Inaccettabili morti in mare"

CC BY-SA 4.0 / Civa61 / MusumeciIl governatore della Sicilia Nello Musumeci
Il governatore della Sicilia Nello Musumeci - Sputnik Italia, 1920, 04.07.2021
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Distensione tra la titolare del Viminale e il presidente della Sicilia, dopo il duro scontro sui migranti sorto la scorsa estate. L'occasione per la riappacificazione è stata l'intitolazione di una scuola di Siracusa a due donne vittime di femminicidio.
Il duro scontro sui migranti fra il presidente Nello Musumeci, e il ministro Luciana Lamorgese, è ormai un ricordo del passato. Il ministro degli Interni è stata accolta a Siracusa da una calorosa e amichevole stretta di mano del il governatore siciliano, che l'attendeva alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, per ammirare assieme "Il seppellimento di Santa Lucia" del Caravaggio.
L'occasione che ha portato la titolare del Viminale nella città aretusea è stata l'intitolazione di una scuola a due donne vittime di femminicidio.

Inaccettabili le morti in mare

"Non si possono accettare i morti in mare, non deve accadere, e noi dobbiamo contrastare questa tratta di esseri umani", ha detto ai giornalisti Lamorgese a margine della cerimonia di intitolazione.
Per il ministro è necessario un maggiore impegno dell'Europa per evitare i naufragi nel Mediterraneo.
"Il problema è operare con il partneriato di tutti nei Paesi terzi per evitare che ci siano delle condizioni economiche e sociali che spingono le persone a fuggire. Bisogna operare sulle economie di quei Paesi e l’Europa può fare tanto", ha spiegato.
Lamorgese ha detto che argomento è all’ordine del giorno del Consiglio Europeo e verrà discusso in maniera concreta nel consiglio di ottobre.
"C'è stata una visione di prospettiva da parte di tutti gli Stati che partecipano, perché si sta comprendendo che c'è bisogno di una maggiore responsabilità e condivisione", ha affermato.

Il fondo per il femminicidio

"Abbiamo istituito un fondo di solidarietà per le vittime del femminicido. Io penso anche ai tanti orfani per cui ci sono delle risorse che vengono messe a disposizione, sotto forma di indennizzo, alle famiglie affidatarie”, ha annunciato il ministro Lamorgese, a Siracusa, durante la scopertura in una scuola di una targa dedicata ad Eligia e Giulia Ardita, vittime di femminicidio. Il plesso prenderà il loro nome.
Presenti alla cerimonia di intitolazione anche i familiari dell'infermiera uccisa dal marito nel 2015 assieme alla figlia che portava in grembo.
Per combattere il femminicidio "è necessario un salto culturale che consenta di sradicare stereotipi, discriminazioni ed educare al senso della parità di genere", ha ribadito Lamorgese.
Il presidente della regione ha messo l'accento sull'importanza e il rafforzamento dei servizi sociali che sappia leggere "fra le pieghe e le intrusioni di una società malata, può prevenire il delitto, intervenendo in tempo", ha detto Musumeci.

"Dobbiamo chiederci - ha sottolineato il governatore siciliano - se il femminicidio non sia, prima di essere l’epilogo di un fatto di polizia, l’epilogo di una crisi sociale all’interno di un nucleo familiare".

Il ministro ha ricordato che nei primi sei mesi dell’anno, su 130 omicidi, 53 hanno avuto come vittima una donna; di queste, 48 sono state uccise in ambito familiare o affettivo e ben 33 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.
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