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Il flop del Concorsone Sud, solo un terzo dei 2.800 profili verso l’assunzione

© AP Photo / Pier Paolo CitoMinistro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 04.07.2021
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Colpa, secondo il ministro Brunetta, delle basse retribuzioni offerte per posti da professionisti. E sulla selezione pende il ricorso al Tar.
Doveva essere la prova generale dei nuovi concorsi con “corsia veloce”, con la preselezione online per titoli e esperienze, ma, il Concorso “Coesione Sud”, sembra essersi rivelato un flop.
In attesa delle graduatorie delle seconde prove scritte, organizzate per ripescare i profili mancanti dalla prima selezione, quello che emerge è che attualmente su 2.800 posti da assegnare ci sono soltanto 821 idonei all’assunzione.
E anche su questo punto pende il grande interrogativo del ricorso presentato al Tar del Lazio che probabilmente deciderà il 19 luglio.

I numeri del Concorsone

L’obiettivo del governo Conte, che aveva indetto la selezione, era di trovare 2.800 profili per rafforzare gli enti locali del Mezzogiorno per la realizzazione del Pnrr, in particolare si tratta di geologi, ingegneri e esperti di rendicontazione. Ma proprio su questo fronte i posti restano praticamente vacanti.
Secondo i dati raccolti e analizzati dal Formez, il Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'​ammodernamento delle P.A, a partecipare tra la prima e la seconda fase sono stati 102mila candidati ma si sono presentati in 37.009, il 36,2%, con un tasso più alto in Calabria, Sicilia e Sardegna tra il 41,2 e il 40,9%.
Alla prima prova si erano iscritti in 81mila, erano stati ammessi allo scritto soltanto in 8.500, al test si erano presentati la metà e ad essere idonei erano stati soltanto 1.484. Il risultato finale: solo 821 possibili assunti.
Poi l’11 giugno, data la scarsa risposta, il concorso era stato riaperto anche agli altri 72mila esclusi. Ma il risultato finale non è cambiato.

I professionisti mancanti

In particolare a mancare sono stati i candidati per i 1.412 posti da “funzionari esperti tecnici”, geologi e ingegneri.
Sulle 22.464 domande presentate, soltanto 167 sono risultate idonee, l’88% dei posti resta quindi scoperto.
Stessa sorte per la sezione “esperti in gestione, rendicontazione e controllo”: si cercavano 918 professionisti e ne sono stati trovati soltanto 196.
Ad abbondare su 169 posti a bando il profilo di “funzionario esperto amministrativo giuridico”: gli idonei sono stati 765.

Il ricorso al Tar e le assunzioni

E mentre si discute sulle ragioni del flop, si attende il ricorso al Tar del Lazio, presentato per i cambi in corsa delle regole e per le nuove modalità di selezione.
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha spiegato che il concorso è stato pensato per trovare professionisti ma offrendo contratti a termine con “retribuzioni medio-basse”, 1.400 euro lordi, più adatti al reclutamento di un neolaureato.
“Stiamo lavorando per proporre Open Day nelle Università, nei territori”, ha detto il ministro.
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