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Ddl Zan, Faraone: "Stop propaganda muscoli e like"

© Davide Faraone foto FacebookDavide Faraone, senatore Italia viva
Davide Faraone, senatore Italia viva - Sputnik Italia, 1920, 04.07.2021
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Lo strappo dei renziani ha mandato su tutte le furie la senatrice dem Monica Cirinnà e i grillini alla commissione Pari Opportunità, che accusano gli ex alleati di voler affossare la legge. Ma per il capo dei senatori di Italia viva la legge contro l'omotransfobia difficilmente verrà approvata, se mantenuta così com'è.
Per il capogruppo al Senato di Italia viva, Davide Faraone, la legge contro l'omotransfobia e l'abilismo va fatta e con urgenza. Tuttavia, il senatore ritiene necessario giungere ad una mediazione, per una legge più unitaria che raccolga maggiori consensi.

"La legge va fatta, è urgente, ma non le va affidato per nulla al mondo una finalità pedagogica", scrive Faraone nel suo blog su Huffington post.

Il senatore siciliano precisa che "contro le emarginazioni va costruita una cultura", mentre una legge punitiva "dovrebbe essere soltanto l’ultimo stadio, l’estrema difesa" di una società che "fallisce nei suoi processi complessi di inclusione ed integrazione e si affida al codice penale".

"Proprio perché - prosegue - deve colpire gli abusi, i crimini, le prevaricazioni, deve essere scritta bene e non dare adito a dubbi interpretativi. Questo il compito che dobbiamo affidare alla legge. Punto".

Faraone ritiene che alcuni promotori stiano in buona fede facendo del ddl Zan una bandiera, affidando al testo "una finalità propagandistica" che normalmente si "affida ad un manifesto, non ad un articolato normativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica".
"Questo intento propagandistico oltre che in un testo confuso ed inefficace può sfociare anche in un metodo poco produttivo che spinga a trovare molta più soddisfazione nel “battersi fino alla morte”, anche se poi la legge non passa sotto i colpi dei voti segreti in Senato, che nell’approvare la legge stessa. Pensiamo a chi ogni giorno subisce discriminazioni, non a chi deve fare le rivoluzioni “muscoli e like”, afferma.
L'emendamento presentato da Italia viva per trovare una mediazione in Senato è ripreso dalla proposta di legge presentata il 4 luglio 2018. Tra le firme, oltre a quella del primo firmatario Ivan Scalfarotto, compare anche il nome del deputato Alessandro Zan.
Per Faraone questo testo è "l'unica strada per avere al più presto una legge contro l'omotransfobia", gli altri "sono vicoli ciechi".

La replica a Faraone

A stretto giro è arrivata tramite la replica della senatrice del M5S, Alessandra Maiorino, rilasciata ad AdnKronos.
"Se Faraone avesse la compiacenza di garantire i voti del suo gruppo mantenendo la parola data, e come abbiamo fatto noi del M5S e il PD, problemi di numeri in aula non ce ne saranno", ha dichiarato.

L'iter del Ddl Zan

Il testo del Ddl Zan contro l’omotransfobia è stato approvato il 4 novembre del 2020 alla Camera ed è successivamente approdato in commissione Giustizia al Senato dove è in corso un dibattito acceso sui punti ritenuti più critici dagli esponenti di centrodestra, ma anche da parte del centrosinistra, in particolare dal mondo femminista e Italia Viva.Nella discussione era intervenuto con una nota verbale anche il Vaticano che con un gesto diplomatico senza precedenti aveva invocato il rispetto del Concordato da parte delle autorità italiane sulla “libertà garantita alla Chiesa”.
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