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Vaticano, per l’immobile di Londra 10 a processo tra cui anche il cardinale Becciu

© REUTERS / Vatican Media / HandoutLa gente in Piazza San Pietro in Vaticano
La gente in Piazza San Pietro in Vaticano - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
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Inizierà a breve il processo riguardante lo scandalo dell'immobile di Londra acquistato dal Vaticano e su cui sarebbe stato truffato per milioni di euro.
L’inchiesta che riguarda l’immobile di Londra comprato dal Vaticano è giunta al termine, ora in 10 sono stati citati in giudizio con decreto del presidente del Tribunale Vaticano firmato sabato 3 luglio. Lo riporta Vatican News.
La prima udienza è fissata già per il 27 luglio, si ha fretta di iniziare e concludere una vicenda complessa e che ha gettato non poco discredito sulla capacità di gestire il denaro da parte delle autorità finanziarie che si trovano all’interno delle mura vaticane.
I 10 citati in giudizio sono ecclesiastici e laici personale della Segretaria di Stato e figure apicali dell’allora Autorità di informazione finanziaria, oltre a personaggi esterni appartenenti al mondo della finanza internazionale.
I reati dei quali sono accusati a vario titolo i 10 vanno dall’estorsione, all’abuso di ufficio, peculato, corruzione, riciclaggio ed autoriciclaggio, truffa, falso materiale di atto pubblico e falso in scrittura privata, violazione del segreto d’ufficio, appropriazione indebita.
Enrico Crasso è colui il quale è accusato del più alto numero di reati, lui era il gestore delle finanze vaticane. In una intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2020 ha spiegato compitamente come stavano le cose e il suo ruolo.
Tra i vari nomi vi è anche quello di Gianluigi Torzi, il broker al centro dell’acquisto dell’immobile a Londra ed arrestato nel mese di maggio di quest’anno a Londra.
Ma sotto inchiesta vi finiscono anche quattro società. Una di queste è la Sogenel Capital Investment di Crasso, le altre sono la Prestige Family Office SA, sempre di Crasso, la Logsic Humanitarne Dejavnosti DOO riferibile a Cecilia Marogna (anche lei rinviata a giudizio) e la HP Finance Llc ancora di Enrico Crasso. Tutte e quattro le società sono accusate di truffa.
A margine finisce a giudizio anche il cardinale Giovanni Angelo Becciu, nei cui confronti si procede, come normativamente previsto, per i reati di peculato ed abuso d’ufficio anche in concorso, nonché di subornazione (corruzione), come riporta in un comunicato stampa la sala stampa vaticana.
“Le attività istruttorie, svolte anche con commissioni rogatoriali in numerosi altri paesi stranieri (Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna, Jersey, Lussemburgo Slovenia, Svizzera), hanno consentito di portare alla luce una vasta rete di relazioni con operatori dei mercati finanziari che hanno generato consistenti perdite per le finanze vaticane, avendo attinto anche alle risorse, destinate alle opere di carità personale del Santo Padre”, si legge nel comunicato.
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