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Una brezza di mare molto anti-russa contraddice lo spirito del summit Biden-Putin

© AP Photo / Alexander ZemlianichenkoLa stretta di mano tra Putin e Biden
La stretta di mano tra Putin e Biden - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
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È iniziata lo scorso 28 giugno una massiccia esercitazione alleata nel Mar Nero. Proseguirà fino al prossimo 10 luglio. Si tratta della Sea Breeze 2021, l’edizione annuale di manovre che si svolgono dal 1997.
Stando a quanto è stato comunicato dagli organizzatori, la “Brezza di Mare” si focalizza quest’anno sulle operazioni speciali, anfibie, d’interdizione marittima, di lotta antisom e di ricerca e soccorso.
È stato altresì precisato come si tratti della più larga manifestazione del genere finora tenuta. Vi stanno infatti partecipando 32 paesi appartenenti a tutti i continenti, con 5mila uomini, 32 navi, 40 aerei e 18 squadre di operatori delle forze speciali.
Il coordinamento operativo è assicurato dalla Marina ucraina e dalla Sesta Flotta americana. Ed è presente anche una squadra navale permanente della Nato.
Per quanto provenga dagli Stati membri dell’Alleanza Atlantica il grosso dell’unità schierate, la Sea Breeze è riconducibile al format della cosiddetta Partnership for Peace, opportunamente allargata nel proprio ambito geografico di riferimento fino a ricomprendere qualsiasi nazione del mondo voglia aderirvi.
Fanno in effetti parte del dispositivo impegnato in Ucraina e nelle acque adiacenti persino elementi delle forze armate australiane, brasiliane, giapponesi, marocchine, pakistane e sud-coreane, che non dovrebbero avere interessi diretti da tutelare nel Mar Nero. Sono invece assenti i tedeschi.
Per quanto l’obiettivo dichiarato dell’esercitazione sia quello di migliorare l’interoperabilità tra i reparti degli Stati partecipanti, le sue dimensioni ed il contesto entro cui si sta svolgendo integrano un messaggio che sembra contraddire lo spirito che aveva contrassegnato il recente vertice ginevrino tra il presidente americano Joe Biden ed il suo collega russo Vladimir Putin.
È appena il caso di ricordare come i due leaders avessero deciso di incontrarsi al termine di una pericolosa escalation di dichiarazioni, azioni e reazioni, che ad un certo punto aveva contemplato anche misure militari di una certa gravità, inducendo gli americani a riconsiderare l’opportunità di rafforzare ulteriormente la propria presenza navale nel Mar Nero.
Inoltre, l’inizio di queste manovre è stato preceduto di pochi giorni - il 23 giugno scorso - dall’incidente determinato dall’ingresso del cacciatorpediniere britannico Defender nelle acque territoriali della Crimea e dalla conseguente reazione russa, che le autorità di Londra avevano poi cercato di sminuire.
A quella del Defender aveva fatto seguito un’incursione analoga della fregata olandese Evertsen, anch’essa parte del Carrier Strike Group 21 guidato dalla portaerei Queen Elizabeth, che sta incrociando nel Mediterraneo Orientale prima di dirigersi verso l’Indo-Pacifico.
Oltre alle navi e agli aerei, nel contesto della Sea Breeze 2021 si sono mossi anche asset terrestri di una certa importanza, come i blindati anticarro LAV-AT dei Marines americani sbarcati in Ucraina.
Cacciatorpediniere Ross della Marina USA - Sputnik Italia, 1920, 26.06.2021
Nave da guerra Usa diretta nel Mar Nero per le esercitazioni "Sea Breeze"
A Mosca quanto sta accadendo è naturalmente motivo di un certo risentimento. Anche se l’esercitazione era da tempo programmata, infatti, forse ne poteva essere contenuta la portata. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato l’Alleanza Atlantica di voler trasformare il Mar Nero in una zona di confronto militare, denunciando il carattere ostile della Sea Breeze e preannunciando anche contromisure da parte della Federazione.
La Difesa russa, in effetti, ha sua volta provveduto a testare l’efficacia del proprio dispositivo schierato in Crimea svolgendo un’esercitazione a fuoco alla quale avrebbero preso parte non meno di venti aerei, elicotteri e batterie di missili anti-aerei S-400. La situazione è quindi piuttosto tesa.
Quanto sta accadendo prova i limiti oggettivi cui soggiace attualmente il dialogo politico-strategico tra l’Occidente e la Russia e pare dar ragione a chi teme una stagione di contrasti ancora più acuti.
La fregata Il Virginio Fasan (F 591) della Marina Militare - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
La flotta russa sta monitorando una fregata missilistica italiana entrata nel Mar Nero
I leader di Mosca e Washington hanno sottoscritto il mese scorso una dichiarazione contro la prospettiva dell’impiego bellico delle armi nucleari, confermando il comune interesse a rafforzare il controllo degli armamenti. Ma oltre non si è andati e non pare neanche che ci sia l’intenzione di andare.
Così, la partita a scacchi prosegue, con la Nato e la Federazione Russa che cercano di bilanciare le proprie mosse in un contesto che non ha più molto di cooperativo e tende invece all’accentuazione degli elementi di competizione e rivalità.
L’ampiezza della partecipazione internazionale alla Sea Breeze tradisce anche, molto probabilmente, il tentativo di dare una veste militare più solida a quell’asse tra le democrazie che nelle intenzioni di Biden dovrebbe contrapporsi congiuntamente a Cina e Russia.
Президент РФ Владимир Путин и президент США Джо Байден во время встречи в Женеве на вилле Ла Гранж - Sputnik Italia, 1920, 18.06.2021
Il primo faccia a faccia tra Joe Biden e Vladimir Putin. Gli indizi
Tutto converge a far ritenere che l’attuale Amministrazione americana non creda più alla possibilità di separare Mosca da Pechino cooptando in qualche modo la Federazione Russa in uno schema che contempli il riconoscimento delle sfere d’influenza reciproche.
A Washington si pensa piuttosto che la Russia debba essere sospinta verso il cambio di regime, per riportarla alla condizione in cui si trovava negli anni novanta, come se qualcuno nella Federazione russa rimpiangesse quei tempi e fosse disponibile a promuoverne una riedizione.
La combinazione delle pressioni in atto otterrà invece quasi certamente l’effetto opposto, rafforzando a Mosca l’opinione di tutti coloro che credono sia nella costruzione di un rapporto privilegiato con la Cina l’unica risposta da dare alle politiche promosse in questa fase dagli Stati Uniti.
La proroga del trattato di amicizia sino-russo, in questo senso, vale probabilmente più delle manovre con le quali è stata verificata la prontezza delle difese della penisola di Crimea.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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