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Tartassati dalle tasse e 9 euro su 10 finiscono nelle tasche dello Stato centrale

CC0 / Pixabay / Tasse
Tasse - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
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Siamo tartassati dalle tasse ma a livello locale riceviamo pochi servizi, questo perché la gran parte del gettito fiscale viene assorbito dalle amministrazioni centrali che poco fanno arrivare agli enti locali.
La metà della spesa pubblica è in capo alle Regioni e agli enti locali, ma le tasse degli italiani finiscono principalmente nelle “tasche” dello Stato centrale, quindi delle Pubbliche amministrazioni centrali.
Nel 2019, per fare un esempio, l’85,4% del gettito tributario è stato prelevato dall’erario: 441,4 miliardi di euro su 516,6 miliardi, ma agli enti periferici sono arrivati poco più di 75 miliardi di euro, pari al 14,6% del totale incassato. Sono i numeri forniti dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che mostrano le criticità di un sistema che prende molto e non restituisce in termini di servizi locali in modo adeguato.
“Uno squilibrio, quello tra entrate e centri di spesa, che dimostra ancora una volta come l’Amministrazione pubblica centrale sia sempre più arroccata su una posizione di difesa del proprio ruolo di intermediazione”, tuona la Cgia.
Le Amministrazioni locali sono però quelle che dovrebbero spendere di più perché hanno ricevuto dalla riforma della Costituzione italiana il trasferimento di molte funzioni, tuttavia non ricevono gli adeguati fondi necessari e quelli che devono arrivare “da Roma”, vengono trasferiti in tempi “non sempre velocissimi”, afferma la Cgia.

Legge sulla autonomia differenziata e fisco federale

Ecco perché la Cgia crede che sia il tempo di approvare “la legge sull’autonomia differenziata chiesta a gran voce da molte regioni”.
Gli enti locali non possono solo avere una autonomia in termini di funzioni costituzionali, ma hanno bisogno anche della autonomia finanziaria.
E per ottenere l’autonomia finanziaria necessaria ad attuare le autonomie giuridiche previste dalla Costituzione, è necessario che le regioni e gli enti locali possano trattenere in loco le entrate fiscali.
Il sistema attuale prevede invece un invio centralizzato delle tasse che in seguito sono distribuite agli enti locali. Ma il meccanismo non funziona adeguatamente.
Ecco perché serve un fisco federale se le regioni devono mantenere le autonomie previste dal Titolo quinto.

Solidarietà tra i territori

La Cgia sottolinea anche che “le aree del paese più in ritardo dovranno essere aiutate economicamente da quelle che non lo sono: la solidarietà tra territori costituirà il collante di questo cambiamento epocale. Tutto ciò con l’obbiettivo di abbassare il carico fiscale generale e conseguentemente migliorare i conti pubblici, esaltando così il principio del “vedo, pago e voto”.

Semplificare

Infine la Cgia chiede che la riforma del fisco che verrà messa in campo sia volta alla semplificazione, perché fanno notare che l’attuale sistema fatto di balzelli e gabelle, “per l’erario, spesso costituiscono più un costo che un vantaggio”.
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