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Saviano contro gli agenti del pestaggio in carcere: "Picchiavano tutti tranne i camorristi"

© AP Photo / Luca BrunoRoberto Saviano
Roberto Saviano - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
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Lo scrittore campano dice la sua sui fatti del carcere di Santa Maria Capua in un editoriale pubblicato sul Corriere: "Il risultato dei pestaggi? Ora tutti vorranno affiliarsi ai boss".
"Un carcere violento moltiplica i crimini” e il risultato dei pestaggi del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere sarà che “ogni detenuto da domani cercherà di affiliarsi, si metterà in fila per entrare in un’organizzazione criminale”.
È il commento di Roberto Saviano sui fatti andati in scena nel carcere campano nell’aprile 2020, quando i penitenziari di un’Italia in pieno lockdown iniziavano ad infiammarsi uno dopo l’altro in una serie di proteste violente.
Proteste andate in scena anche a Santa Maria Capua Vetere, dove il giorno dopo gli agenti, secondo quanto emerge dalle indagini e dalla ricostruzione del Gip, hanno dato il via ad una perquisizione sfociata in pestaggio.
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“Da domani – scrive il giornalista sul Corriere puntando il dito contro i poliziotti protagonisti del pestaggio ripreso dalle telecamere della casa circondariale - borseggiatori diventeranno killer, piccoli spacciatori soldati al servizio dei cartelli, da domani (ma sta accadendo da molto prima della diffusione di queste immagini), chi entra in carcere sa che non lo difenderà il diritto, che non ci sarà possibilità di migliorare o di correggersi, ma che dovrà sperare solo nel potere e nella longa manus delle mafie, le uniche che potranno rendere meno infernale l’inferno”.
Lo scrittore campano avverte: “Le carceri violente diventano carceri mafiose”. L’accusa che Saviano rivolge agli agenti, sale a 77, come riporta Skytg24, il numero dei destinatari di misure cautelari, è quella di aver deliberatamente evitato di prendersela con i mafiosi.
“Chi è che non è stato picchiato tra i detenuti di Santa Maria Capua Vetere? – si domanda il giornalista - Chi è che non è stato scelto tra i detenuti da punire? La risposta è semplice per chi conosce la vita delle carceri e i suoi rapporti interni di potere, a non essere pestati sono stati i detenuti camorristi e i colletti bianchi della camorra e della politica”. “Loro – incalza - non sono stati sfiorati, non sono stati puniti, non sono stati pestati”.
Saviano non risparmia neppure una stoccata agli esponenti di centrodestra, a partire da Matteo Salvini, che hanno espresso solidarietà agli agenti della penitenziaria. Lo scrittore e opinionista parla di atto “rischioso” che rischia di danneggiare “il comportamento corretto delle guardie carcerarie rigorose che pagano un prezzo altissimo per la situazione disastrosa delle carceri italiane, perché sono in pochi a gestire situazioni di degrado e sovraffollamento insostenibili”.
“La condizione in cui versano i detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere – denuncia ancora Saviano - è, come nella maggior parte delle carceri italiane, una condizione infernale, inumana, intollerabile in uno stato di diritto, nonostante la politica non se ne faccia carico mai”.
La “notizia peggiore”, conclude quindi il giornalista, è che “l’indignazione di oggi farà il paio con l’indifferenza di domani”. “Il maggior garante dell’esistenza e della prosperità delle mafie – attacca - sarà lo Stato e noi saremo i suoi complici”.
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