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Di Maio su ipotesi nuova crisi di governo: nessuno crederebbe più all’Italia come paese

© AP Photo / Pool / Yiannis KourtoglouLuigi Di Maio ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Luigi Di Maio ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
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Non possiamo assolutamente permetterci una nuova crisi di governo perché agli occhi dell'Unione Europea perderemmo completamente la credibilità come Paese, dice il ministro degli Esteri.
Chi potrebbe più credere all’Italia se cambiasse ancora governo mentre riceve o usa i fondi europei del Next Generation EU? Una crisi di governo prima del 2023, infatti, metterebbe in cattiva luce l’Italia in una fase delicata.
La riflessione è del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, fatta durante la sua partecipazione all’evento organizzato a Sorrento (Napoli) da Alis, dal titolo “Trasporti, logistica, sostenibilità: green e blue economy per la ripartenza”. Le sue parole sono riportate dall'Agenzia Nova.
“Mi auguro si possa completare la legislatura”, altrimenti se dovessimo dimostrare ancora una volta inaffidabilità, “a pagare non saranno i politici, ma i cittadini”.
Ecco perché crede che “mai come in questo momento dobbiamo essere credibili”, ma “Se cambiamo un altro governo o inizia un’altra crisi”, ci diranno essere un Paese “non affidabile” e che “abbiamo sbagliato a fidarci di loro”.
Di Maio ricorda che nei confronti dell’Italia ci sono “grandi aspettative”, per questo “dobbiamo dimostrare di essere all’altezza della sfida”.

Multilateralismo e USA

Il ministro Di Maio, parlando di questioni legate al trasporto delle merci e alle esportazioni dell’Italia, ha detto che la nuova amministrazione degli Stati Uniti crede nel multilateralismo, ed è questo un principio che “all’Italia serve come il pane”.
E questo perché “metà del nostro Pil nazionale è legato all’estero”, e solo l’altra metà alla spesa interna.
Grazie al multilateralismo si costruiscono “percorsi in cui vincono tutti”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.
Quindi ha ricordato che l’11 e 12 ottobre si terrà a Sorrento il G20 dei ministri del Commercio “di tutto il mondo”. La discussione verterà anche sulla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, per ripartire dopo la pandemia.
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