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Venerdì senza ordinanze da firmare per Speranza, è la prima volta da ottobre

© AFP 2021 / Kenzo TribouillardRoberto Speranza, ministro della Salute
Roberto Speranza, ministro della Salute - Sputnik Italia, 1920, 02.07.2021
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Nessuna ordinanza da firmare per il ministro Speranza, è la prima volta da ottobre. Siamo fuori da un incubo? Serve prudenza, la battaglia non è finita, avverte lui.
Il ministro della Salute Roberto Speranza ha potuto visionare i nuovi dati del monitoraggio settimanale dedicati alla pandemia da coronavirus, e non ha dovuto firmare alcuna ordinanza poiché tutte le regioni presentano dati epidemiologici in miglioramento.
Da una settimana, inoltre, tutte le regioni italiane sono transitate nella zona bianca, la fascia di maggiore libertà prevista dal piano di contenimento sanitario del governo.
“Oggi è un venerdì particolare: il venerdì è sempre stato complicato per me perché si firmano le ordinanze per le Regioni, ma questo è il primo venerdì dall'autunno scorso in cui non sarò chiamato a firmare ordinanze: l'Italia è tutta bianca e non sono intercorse modifiche dello status quo, quindi non avrò necessità di firmare altre ordinanze”, così ha riferito un pacato Roberto Speranza ai presenti all’iniziativa “Ripartiamo”, organizzata in occasione della Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città.
Il ministro della Salute ha commentato i dati della Cabina di regia ed ha osservato che si tratta di una situazione molto migliorata, ricordando che per mettersi alle spalle questa pandemia è necessario aderire alla campagna vaccinale.
“Continuo a chiedere massima prudenza ed i numeri ci dicono che la strada della gradualità è quella giusta”, ha affermato Speranza come riportato da Sky Tg24.
“Siamo ancora dentro questa battaglia e c'è bisogno di grande cautela. Ci vuole gradualità perché la partita è ancora aperta e guai a pensare diversamente”, ha aggiunto.

Riforma del Servizio sanitario

Il Servizio sanitario nazionale deve essere riformato e facendo tesoro della lezione ricevuta durante i periodi più critici dell’emergenza sanitaria, è necessario “chiudere definitivamente la stagione dei tagli perché il Ssn è il bene maggiore che abbiamo”, ha detto il ministro a chi gli chiedeva.
La riforma sarà inserita nel Piano nazionale di recupero e resilienza (Pnrr).
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