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Marcegaglia (Chair B20): “Il commercio globale post-Covid deve essere più inclusivo e resiliente”

© AFP 2021 / Alberto PizzoliG20, a Matera la riunione dei ministri degli Affari esteri e dello Sviluppo
G20, a Matera la riunione dei ministri degli Affari esteri e dello Sviluppo  - Sputnik Italia, 1920, 02.07.2021
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La pandemia COVID-19 ha ridotto il volume del commercio internazionale del 5,3%, facendo crollare i flussi totali di investimenti diretti esteri del 42% rispetto al 2019, amplificando ulteriormente l'impatto negativo del protezionismo e del nazionalismo economico.
Quali passi devono essere intrapresi dalla business community internazionale per superare le conseguenze drammatiche del Covid-19?
Per un approfondimento Sputnik Italia si è rivolto in esclusiva a Emma Marcegaglia, la Chair del B20, già Presidente di Confindustria e di Businesseurope, la Confederazione europea delle imprese.
© Foto : B20 ItaliaB20 Italia
B20 Italia - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
B20 Italia
— Dott.ssa Marcegaglia, nell’ambito del B20 sono state formulate le strategie e i percorsi concreti per affrontare la sfida che riguarda la riduzione del commercio internazionale e degli investimenti diretti? Avete elaborato una ricetta per rinnovare cooperazione tra i governi e il mondo delle imprese e per ripristinare la fiducia verso il multilateralismo?
— L’integrazione commerciale e gli investimenti diretti esteri sono stati per decenni il motore della crescita economica globale. Tuttavia da diversi anni sia i flussi di beni che gli IDE hanno subito un rallentamento, anche a causa dell’acuirsi di tendenze protezionistiche che hanno portato ad un indebolimento della governance multilaterale. Un quadro esasperato dalla pandemia, che ha causato un'enorme contrazione sia degli scambi commerciali che degli investimenti, facendo allo stesso tempo emergere la necessità di un commercio globale più inclusivo e resiliente. Più volte negli anni scorsi, il richiamo delle imprese a rafforzare la collaborazione fra governi era rimasta inascoltata e il ricorso a soluzioni unilaterali o nazionalistiche non aveva fatto altro che aggravare i problemi, pregiudicando l'operatività delle catene globali del valore, per loro natura sempre più integrate. L’emergenza sanitaria ha mostrato chiaramente i limiti di questo approccio, dando prova del fatto che solo attraverso la cooperazione fra stati è possibile raggiungere obiettivi ambiziosi di crescita e inclusione sociale.
Il ripristino della fiducia verso il multilateralismo è probabilmente il più importante elemento di svolta dello scenario internazionale degli ultimi mesi. Costruire un nuovo multilateralismo significa poter contare su istituzioni internazionali più moderne ed efficienti, che rappresentino l’attuale contesto sociale ed economico e che siano in grado di leggere e interpretare i cambiamenti. In questo le imprese possono giocare un ruolo fondamentale, essendo i destinatari di molte delle regole che vengono definite a livello multilaterale.
Sul piano commerciale, i lavori della Task Force Trade and Investment B20 si sono concentrati sulle principali priorità che siamo convinti possano ridare fiducia alle imprese e riattivare il contributo del commercio alla crescita globale. Fra esse: superare le tendenze protezionistiche, a cominciare da quelle relative alla produzione e distribuzione dei vaccini anti-Covid, promuovere il commercio internazionale e il libero scambio, riformare l’Organizzazione mondiale del Commercio e sostenere una maggiore partecipazione delle piccole e medie imprese nelle catene globali del valore. In parallelo, sottolineeremo l'urgenza di ripristinare una governance multilaterale moderna ed efficace, la necessità di promuovere un contesto globale più aperto agli investimenti e il ruolo del commercio come motore della sostenibilità.
— Quando, secondo le Sue stime, l’economia mondiale potrà tornare sui livelli di attività pre-pandemia? Siamo ancora troppo lontani dalla vera ripresa?
Secondo le ultime stime dell’OCSE e del Fondo Monetario Internazionale l'economia globale tornerà sui livelli pre-Covid entro la fine del 2022. Tuttavia, il futuro presenta ancora grandi elementi di incertezza. La pandemia deve ancora essere sconfitta e la campagna di vaccinazione non prosegue con la stessa rapidità in tutti i paesi. Gli Stati Uniti e la Cina sono le uniche grandi economie che dovrebbero tornare sui livelli pre-2020 quest'anno, mentre altre realtà, sia avanzate che emergenti, si riprenderanno ad un ritmo più lento. Le diseguaglianze sociale sono in aumento così come, dopo anni, il numero di persone nel mondo che vive sotto la soglia di povertà. Non c'è dubbio che la priorità principale, sia a livello nazionale che globale, sia oggi sconfiggere definitivamente la pandemia.
Chip - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
Dopo il Covid ora l'economia globale deve fare i conti con la crisi delle materie prime
Ma una volta che la crisi sanitaria sarà finita, tutti gli sforzi dovranno essere concentrati sulla costruzione di una società più resiliente, inclusiva e più verde. La crisi ha aggravato molti dei problemi già esistenti. Protezionismo, unilateralismo, nazionalismo economico, avevano ridotto la capacità delle imprese di creare crescita e posti di lavoro. È nostra responsabilità come B20 sollecitare i governi e le organizzazioni internazionali ad affrontare ciascuna di queste sfide, promovendo una crescita sostenibile nel lungo periodo, riducendo le disuguaglianze e diffondendo l’innovazione. La principale lezione appresa nell'ultimo anno e mezzo è che e sfide globali possono essere affrontate solo insieme. Per questo motivo abbiamo scelto come claim del nostro B20 “Rimodellare il futuro: includere, condividere, agire”: una frase che sottolinea la centralità della cooperazione tra paesi e tra settore pubblico e privato.
Lei ha recentemente partecipato al Forum consultivo regionale B20, che si è tenuto nell’ambito del 24° Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF). Quali sono le Sue impressioni? È stato un confronto utile?
— È stato un grande piacere poter organizzare insieme ai nostri amici della RSPP il primo Global Dialogue del B20 2021 in occasione dello SPIEF di San Pietroburgo, uno dei forum economici più autorevoli e partecipati al mondo. La presenza del Vice Premier Alexey Overchuk e della Sherpa G20 Svetlana Lukash ci ha permesso di presentare di fronte alle massime autorità russe lo stato dell’arte dei nostri lavori, illustrando alcune delle raccomandazioni che saranno formulate dalle Task Force Trade & Investment, Energy & Resources Efficiency e Employment & Education. Fin dall'inizio della nostra Presidenza, abbiamo registrato un enorme interesse da parte delle imprese russe per la nostra agenda, circostanza che ci ha reso orgogliosi e ci incoraggia ad impegnarci ulteriormente in questo importante esercizio. Oggi i membri russi del B20 sono oltre il 5% del totale, secondi solo a quelli di Stati Uniti e Cina, e contribuiscono in maniera attiva a tutte le nostre Task Force. David Iakobachvili, presidente e fondatore di ORION HERITAGE, svolge con impegno il ruolo di Co-Chair nella Task Force Employment & Education e Alexander Shokhin, Presidente della RSPP, partecipa all’International Advocacy Caucus come “Ambasciatore del B20” presso le istituzioni e la comunità imprenditoriale russa. La tradizionale e storica collaborazione che anima le relazioni fra Italia e Russia si riflette anche nella presidenza italiana del B20. Sono certa, infatti, che una cooperazione internazionale strutturata ed efficace non possa che vedere la Federazione Russa tra gli attori principali. A beneficio delle nostre imprese, ma anche dell'intera comunità internazionale.
— Il Forum di San Pietroburgo precede di poche settimane INNOPROM, la fiera mondiale dell'innovazione tecnologica che sarà inaugurata ad inizio luglio ad Ekaterinburg, a cui l’Italia è stata invitata quale Paese ospite d’onore. La fiera costituirà una straordinaria vetrina per presentare le numerose aziende italiane partecipanti e valorizzarne il livello di tecnologia e know-how, in vista di possibili partenariati con le aziende russe. Considera questo evento come l’ulteriore conferma che, nonostante l'emergenza sanitaria e quella economica, la partnership strategica Russia-Italia non si è interrotta?
— Dopo il Forum Economico di San Pietroburgo, la fiera mondiale dell’innovazione INNOPROM, che sarà inaugurata fra pochi giorni ad Ekaterinburg, rappresenta un altro importante occasione per rafforzare le relazioni economiche fra Italia e Russia. Quest’anno il nostro Paese è stato invitato in qualità di ospite d’onore, circostanza che ci darà modo di presentare in maniera adeguata le straordinarie competenze sviluppate dalle imprese italiane del comparto della meccanica. Saranno circa 100 le realtà nazionali che esporranno in fiera, dalle più grandi alle piccole e medie, passando per le start-up, selezionate grazie al supporto delle Associazioni di categoria di Confindustria, e non ho dubbi che tutte avranno modo di stringere accordi industriali con realtà russe. Sul piano generale, nonostante la pandemia abbia ridotto il volume del nostro interscambio commerciale di circa il 20%, i rapporti fra Italia e Russia continuano ad essere ottimi, in tutti gli ambiti della cooperazione economica. I nostri due sistemi industriali sono perfettamente complementari e le imprese e i consumatori russi apprezzano da sempre il know-how e lo stile italiano.
Anche nei mesi più difficili della pandemia, nessuna impresa italiana ha lasciato la Russia. Ciò è stato possibile anche grazie alla straordinaria capacità di adattamento e alla resilienza che caratterizzano le imprese italiane. Sono convinta che la ripresa offrirà un'opportunità straordinaria per innescare un cambiamento radicale verso una crescita più sostenibile e che anche le relazioni fra Italia e Russia possano trarre enorme beneficio da questa trasformazione. L’Italia è in prima linea su questi temi che rappresentano una priorità nell’agenda B20 come in quella G20 e della prossima COP26, di cui il nostro Paese gestirà la copresidenza.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
Leggere la prima parte dell'intervista.
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