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La Carta dei sovranisti europei: "No al Superstato Ue e stop immigrazione con sostegno a famiglie"

© REUTERS / Massimo PincaViktor Orban e Matteo Salvini
Viktor Orban e Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 02.07.2021
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Il documento è stato firmato dalla maggior parte dei partiti di destra in Europa, dalla Lega e FdI a Fidesz, fino al Rn di Marine Le Pen, e chiede una riforma delle istituzioni europee che tenga conto della sovranità e delle tradizioni degli Stati membri.
No al “Superstato europeo”, sì all’Europa delle nazioni. È la tesi che unisce la maggioranza dei partiti di destra europei, dalla Lega di Matteo Salvini a Fidesz di Viktor Orbán, dal Rassemblement National di Marine Le Pen a Fratelli d’Italia, passando per l’Fpoe austriaco, Vlaams Belang, il Pis polacco e gli spagnoli di VoX. Queste sono solo alcune delle forze “sovraniste” che hanno sottoscritto la Carta dei Valori.

“Un passo concreto”, si legge nella nota diffusa dalla Lega, “per immaginare insieme il futuro dell’Europa” dopo “il vertice di Budapest organizzato lo scorso aprile con Matteo Salvini, Viktor Orbán e Mateusz Morawiecki”.

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Un’Europa che deve recuperare la propria “eredità giudaico-cristiana”, che deve puntare sul sostegno alla “famiglia” per contrastare “l’immigrazione di massa” e investire sulla difesa della “sovranità”, della “cultura”, della “storia” e delle “tradizioni” delle nazioni.

La Carta sovranista contro "l'oligarchia europea"

“La serie di crisi che hanno scosso l’Europa negli ultimi dieci anni hanno dimostrato che la cooperazione europea sta vacillando, soprattutto perché le nazioni si sentono lentamente spogliate del loro diritto ad esercitare i loro legittimi poteri sovrani”, denunciano i sovranisti, che invocano una “profonda riforma” delle istituzioni Ue.
Oggi, accusano, “invece di proteggere l'Europa e il suo patrimonio, invece di permettere il libero sviluppo delle nazioni europee, sta diventando essa stessa una fonte di problemi, preoccupazioni e incertezza”.
La destra europea punta il dito contro quelle “forze radicali” che vogliono creare un “Superstato” dalle ceneri della cultura, della tradizione e dei principi del Vecchio Continente. Si tratta, attaccano ancora i partiti nella Carta, di una “manifestazione della pericolosa e invasiva ingegneria sociale del passato, che deve indurre ad una legittima resistenza”.
Al contrario, si legge ancora nel documento, “la cooperazione delle nazioni europee dovrebbe essere basata sulle tradizioni, il rispetto della cultura e della storia degli stati europei, sul rispetto dell'eredità giudaico-cristiana dell'Europa e sui valori comuni che uniscono le nostre nazioni, e non puntando alla loro distruzione”.

Il documento, rivelano fonti di Sputnik Italia a Bruxelles, doveva essere pubblicato due settimane fa in concomitanza con l’apertura a Strasburgo della prima assemblea plenaria della Conferenza sul Futuro dell’Europa, proprio per intervenire nel dibattito lanciato dalle istituzioni Ue.

Un dibattito che, spiegano le stesse fonti, “parte con un esito preconfezionato”. Gli impegni politici nazionali dei diversi partiti hanno poi ritardato la diffusione della Carta.

La Lega rilancia l'idea del gruppo unico in Europa

Il leader della Lega, Matteo Salvini, sui social, coglie però l’occasione anche per rilanciare l’idea del gruppo unico europeo delle forze di centrodestra. “Il documento, sottoscritto da partiti che fanno parte di tre gruppi politici diversi nel Parlamento Ue, - scrive su Facebook - è un altro passo per costruire un’alleanza solida, allargata e alternativa alla sinistra illiberale delle tasse, dell’immigrazione selvaggia”.
"Per noi è fondamentale mettere insieme le forze di centrodestra che si oppongono al disegno, secondo noi pericoloso, di certe sinistre che di temi come immigrazione senza limiti, compressione delle libertà degli Stati membri dell’Unione, mancato rispetto delle costituzioni nazionali, stanno facendo la loro bandiera", spiega a Sputnik Italia il capodelegazione della Lega al Parlamento Ue, Marco Campomenosi.
"È importante - aggiunge - mettere nero su bianco una collaborazione che già di fatto esiste tra tutti questi partiti, dialoghiamo spesso in Parlamento, nei lavori delle commissioni e prima di ogni sessione plenaria". "Momenti di confronto che specialmente adesso, uscendo dall’emergenza Covid, - auspica il leghista - dovranno aumentare ed essere occasione di crescita per tutti noi".
Campomenosi non fa mistero del fatto che la Lega stia lavorando in questa direzione: "È poco utile avere gruppi di grandezza media, quando potremmo averne uno molto più grande e molto più capace di farsi sentire e portare avanti le istanze dei milioni di cittadini che ci hanno eletto".
"Si tratta - va avanti - di un servizio che rendiamo ai cittadini, che prescinde dal successo e dal valore del gruppo ID e del gruppo dei Conservatori, ma che vuole prendere l’esperienza di queste due aggregazioni e unirle, insieme ovviamente a Fidesz, oggi nei Non Iscritti, e a chi nel Ppe è contrario a questa svolta a sinistra del Partito Popolare, che oggi non segue più i suoi valori fondanti".
L'obiettivo, quindi, assicura, è quello di costruire "un gruppo di centrodestra forte, unito, determinante, che sappia rispettare le peculiarità delle proprie componenti, mettendo in comune temi importanti che riguardano il futuro dei cittadini europei".

Fratelli d'Italia: "Collaboriamo, ma manteniamo la nostra identità"

Fratelli d’Italia, invece, che con Giorgia Meloni presiede il gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) e che già in passato ha espresso perplessità sull’idea di un unico soggetto politico che vada da Fidesz al Rassemblement National, preferisce parlare di “terreni di incontro e collaborazione” da ricercare “mantenendo ben salde la propria identità e la propria collocazione”.
“La firma dell’Appello per il futuro dell’Europa da parte di Giorgia Meloni e di altri leader è un importante contributo ad un dibattito che deve prevedere una pluralità di voci e non un monologo delle forze federaliste che vogliono una sempre maggiore cessione di sovranità dagli Stati nazionali a Bruxelles”, spiegano in una nota il co-presidente dei Conservatori e Riformisti, Raffaele Fitto, e il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento UE, Carlo Fidanza.
“Come da tempo va ripetendo la nostra leader, - sottolineano gli esponenti di FdI - non esiste un solo modo di essere europeisti, perché l’idea di Europa confederale, di Europa delle Patrie, ha avuto, ha e dovrà avere piena cittadinanza nel dibattito sul futuro dell’Ue”.
Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2021
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Tra le proposte del “manifesto sovranista” europeo c’è un piano di politiche per la famiglia per fronteggiare la crisi demografica e le sfide poste dalla “immigrazione di massa”, ma anche la definizione di “un insieme di competenze inviolabili degli Stati membri dell'Unione europea, e un meccanismo appropriato per la loro protezione, con la partecipazione delle corti costituzionali nazionali o di organismi equivalenti”.
L’Ue, denuncia ancora la destra europea, si sta trasformando “in una forma speciale di oligarchia”. Se non sarà riformata, avvertono i partiti che hanno sottoscritto la Carta, l’Europa rischia di perdere il “capitale” di “amicizia” e “volontà di cooperazione” che “pervade le nazioni e le società del continente”.

L'affondo del Pd: "Salvini dica da che parte sta"

A criticare la mossa di Salvini e della Meloni è il Pd con il segretario Dem, Enrico Letta, che via Twitter commenta: "L'Alleanza in Europa dei sovranisti di Salvini e Meloni ha due primi ministri, Orban e Morawiecki. Sono gli unici due che l’anno scorso han messo il veto al Next Generation Eu e al Recovery Plan che salva l'Europa. Solo la determinazione degli altri 25 li ha poi battuti".
E ancora: "Non si può stare allo stesso tempo con l’europeismo e con Orban". "Non si può essere - incalza Letta - sostenitori insieme di Draghi e Orban".
All'attacco anche la capogruppo dei Dem alla Camera, Deborah Serracchiani che twitta: "Dicano da che parte stanno. Con l’Italia che vuole ripartire grazie ai fondi bandiera dell'Unione Europea, o con gli anti europeisti Orban e Le Pen".
"Avviso per la Lega: non si può firmare in Europa un manifesto contro gli italiani e poi stare in maggioranza governo Draghi", è il messaggio rivolto al leader leghista dalla deputata del Pd.
A bollare i leader di Lega e FdI come "estremisti" è invece l'eurodeputato di Italia Viva, Sandro Gozi.
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