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Conte da solo vale 10-15% di consensi elettorali, senza lui M5S al 7%

© Filippo AttiliGiuseppe Conte incontra la stampa
Giuseppe Conte incontra la stampa  - Sputnik Italia, 1920, 02.07.2021
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Conte capo politico di un suo partito è un evento per la politica italiana che potrebbe avere effetti non secondari sugli attuali asseti e non solo del centrosinistra allargato al partito di Grillo.
Il sondaggista Fabrizio Masia, di EMG Aqua, è convinto che un ipotetico partito di Giuseppe Conte potrebbe valere tra il 10% e il 15% di consensi elettorali, di cui una parte proveniente dall’elettorato del Partito Democratico scontento della gestione e un’altra consistente porzione da quel che resta del Movimento 5 Stelle.
Di sondaggi che vedevano l’ex presidente del Consiglio a capo di un suo soggetto politico ne sono già stati pubblicati vari nei mesi scorsi e tutti concordano con i numeri. La discesa in campo di Giuseppe Conte catalizzerebbe una significativa quantità di voti provenienti dalle aree moderate.
La sua figura, prosegue Masia, è apprezzata dall’opinione pubblica e c’è stima trasversale nei suoi confronti anche nell’elettorato centrista.
Ecco perché “il consenso personale di un leader esprime il bacino personale di voti”, dice intervistato dall’Adnkronos.
Con una discesa in campo di Giuseppe Conte cambierebbero gli equilibri politici nel centrosinistra allargato al Movimento 5 Stelle. Secondo Masia il partito di Beppe Grillo crollerebbe al 5% o al massimo al 7%, ma anche il Partito Democratico perderebbe qualche punto percentuale scendendo al 15%.
E non è tutto, perché il sondaggista crede che anche una piccola porzione di elettorato di sinistra che ora vota altri piccoli partiti di quell’area, potrebbero spostare il voto sull’ex presidente del Consiglio.
Non solo, l’elettorato centrista e quello di centrodestra potrebbero perdere un punto percentuale. In questo caso sono quelli scontenti di un centrodestra in mano al populismo e al nazionalismo espresso dai due principali partiti di questa area politica.

In caso di coalizioni

Ma nel caso in cui si dovesse creare una coalizione Conte, M5S e Partito Democratico, vi è la possibilità che il partito di Grillo mantenga qualche voto in più. Se invece i grillini si chiameranno fuori da qualsiasi alleanza politica, allora perderanno ulteriore terreno e consenso elettorale e questo in particolare se si dovesse andare al voto con una legge elettorale di tipo maggioritario.

Conte farà il suo partito?

Ora la domanda è se Giuseppe Conte formerà o meno un suo partito. L’ex presidente del Consiglio ha detto che lui non getterà nella spazzatura il suo progetto politico scritto in questi quattro mesi. E dopo le offese pubbliche ricevute difficile una ricucitura.
Dall’altro lato Beppe Grillo appare ormai come il padrone del Movimento che decide quale debba essere la linea politica del momento, in un zig zag tra no alle alleanze, sì alle alleanze, no al “Pidielle” e poi il governo giallorosso, no a tipi come Draghi e infine il sì al professore considerato un “grillino” addirittura.
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