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Putin ha firmato una nuova legge che obbliga i giganti IT stranieri ad aprire filiali in Russia

© POOL / Vai alla galleria fotograficaLa "linea diretta" con Vladimir Putin
La linea diretta con Vladimir Putin - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
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Il presidente Vladimir Putin ha firmato una legge che richiede alle società informatiche straniere di aprire filiali in Russia se le visualizzazioni giornaliere dei loro siti Web superano i 500mila utenti russi. Secondo tale legge, le grandi compagnie Internet dovranno stabilire entità giuridiche nel paese a partire dal 1 gennaio 2022.
Le filiali create fisicamente sul territorio della Federazione dovranno "rappresentare pienamente gli interessi delle società madri" e assumersi la responsabilità di eventuali violazioni della legislazione russa da parte dei giganti della tecnologia.
Le grandi società IT, quali Google, Facebook e Twitter, saranno quindi costrette a conformarsi alla legislazione russa, come richiede la nuova legge. Pertanto, sarà compito delle filiali provvedere a limitare le pubblicazioni che violano la legge in Russia. Dovranno anche registrare un account proprio sul sito web ufficiale del Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell'informazione e dei mass media (Roskomnadzor) e stabilire un modello di feedback di comunicazione con i cittadini e le autorità russe.
Se non lo faranno, Mosca sarà libera di bloccare completamente o parzialmente i loro servizi come misura di ultima istanza, afferma il documento.
Le aziende che saranno soggette alla nuova legislazione sono quelle che distribuiscono informazioni in lingua russa (o quelle parlate dai popoli della Federazione), promuovono pubblicità rivolte ai cittadini russi o "elaborano informazioni" da questi, nonché quelle che ricevono denaro da cittadini russi.
Secondo gli autori del disegno di legge, il nuovo provvedimento potrebbe toccare non solo i motori di ricerca (Google, Bing) o i popolari servizi di media, social e messaggistica (Facebook, Instargam, Telegram, Twitter o Gmail), ma anche i siti di shopping online come Amazon, Ikea e iHerb.
Il presidente Putin, ieri, mercoledì 30 giugno, in occasione della sessione annuale di domande e risposte con i cittadini chiamata "Linea diretta", ha affermato che Mosca non ha affatto intenzione di bloccare i popolari siti di social media come Facebook, Twitter o TikTok. Tuttavia, ha chiarito che è "problematico" che questi servizi "si rifiutino di rispettare i requisiti e le leggi russe".
A dicembre, Putin ha firmato una legge che consente il blocco di servizi come YouTube e Facebook nel caso in cui "discriminino i media russi".
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