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Prende in giro il Corano sui social: studentessa italo-marocchina finisce in carcere a Marrakesh

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaDonna araba, Marocco
Donna araba, Marocco - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
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La ragazza nata a Vimercate è stata fermata dalla polizia di frontiera marocchina e condannata a tre anni e mezzo di carcere per un post ironico sul Corano pubblicato nel 2019.
Dovrà scontare tre anni e mezzo di carcere e pagare 50 mila dirham, l’equivalente di circa 5mila euro, di multa per aver pubblicato su Facebook la parodia di un versetto del Corano. Protagonista della vicenda una studentessa 23enne italo-marocchina, atterrata a Marrakech da Marsiglia lo scorso 20 giugno per raggiungere i genitori e trascorrere con loro un periodo di vacanza.
Al suo arrivo in Marocco però, la studentessa nata a Vimercate e cresciuta in Brianza, trasferitasi da poco nella città francese per studiare giurisprudenza, è stata subito bloccata dalla polizia di frontiera e inquisita per aver "offeso pubblicamente l'Islam".

Il riferimento era proprio al post pubblicato sul suo profilo social dall’Italia nel 2019. La ragazza, secondo il resoconto di Repubblica, avrebbe scherzato sul versetto del Corano che parla dell’importanza per i fedeli musulmani di compiere sacrifici, definendolo "versetto del whisky".

Dopo una settimana dal fermo in aeroporto, il giudice dell’udienza di primo grado l’ha condannata alla reclusione. Ora la giovane, secondo fonti della stampa locale, si troverebbe in carcere.
L’ambasciatore italiano a Rabat, Armando Barucco, sentito dallo stesso quotidiano, ha confermato di seguire il caso che definisce “particolarmente delicato". Il nostro consolato, inoltre, sarebbe in contatto con la famiglia della giovane.
Per ora il governo marocchino non si è pronunciato, se non attraverso la pubblicazione della sentenza sul sito web del ministero della Giustizia.
Intanto, la vicenda fa discutere anche in Italia. "Le notizie che giungono dal Marocco sono di una gravità inaudita e impongono un intervento immediato e risolutivo. Dopo il tragico caso di Saman, ci troviamo di fronte a un altro episodio che, se confermato, dimostra l'incompatibilità dell'estremismo islamico con la nostra democrazia”, è il commento del deputato della Lega, Massimiliano Capitanio, che ha annunciato di voler presentare un’interrogazione urgente alla Camera sulla vicenda della studentessa.
“Le autorità italiane – incalza in una nota - dovrebbero intervenire immediatamente e far sentire la propria voce”.
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