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L'Associazione calciatori: stop diffamazione contro gli Azzurri, non sono razzisti

© AFP 2021 / Laurence Griffiths / POOLLa nazionale italiana
La nazionale italiana - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
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L'Associazione dei calciatori italiani si schiera a protezione della nazionale di calcio impegnata agli Europei e dice basta alle diffamazioni, i calciatori non sono razzisti.
Al fianco dei calciatori della nazionale italiana impegnata degli Europei 2020 (2021) si schiera l’Assocalciatori, l’associazione di tutela dei diritti della categoria, la quale non esita a definire diffamatori gli atteggiamenti critici rivolti in questi giorni ai calciatori della nazionale in riferimento alla campagna Black Lives Matter.
“L'Associazione Italiana Calciatori stigmatizza senza alcuna riserva la campagna diffamatoria e strumentale svolta nei confronti dei giocatori della Nazionale italiana”, si legge nel comunicato stampa ufficiale.
L’associazione ricorda che “tutti gli azzurri sono nostri iscritti; alcuni di essi sono membri nel nostro Consiglio Direttivo e parte attiva della vita e delle scelte associative. Tutti hanno prestato il loro volto e la loro immagine, rendendosi diretti protagonisti nelle numerose iniziative contro ogni forma di razzismo e discriminazione che da anni stiamo portando avanti insieme a decine di organizzazioni e associazioni impegnate sul tema”.
Non ci stanno, quindi, a farsi etichettare come razzisti e ricordano che proprio di recente l’associazione ha modificato lo statuto “che ora recita testualmente, all'articolo 3, ‘L’AIC è un’associazione di diritto privato, apolitica e apartitica che si ispira ai principi dell’art. 3 della Costituzione Italiana contro ogni forma di discriminazione’”.

Strumentalizzazioni politiche

Secondo l’associazione di categoria quanto seguito alla partita Italia – Galles è solo contesa politica e strumentalizzazione.
“Ora gli azzurri devono poter preparare in tranquillità la difficile sfida che ci attende domani, lontani da polemiche e da assurde accuse”, ha detto Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione italiana calciatori.
“Quando si tratterà di lottare contro ogni forma di razzismo e discriminazione, come sempre noi ci saremo, perché si possono fare molti gesti, non solo uno, per testimoniare questo impegno”, ha concluso riferendosi al gesto di inginocchiarsi prima del fischio di inizio delle partite degli Europei 2020.

Le polemiche sulla scelta degli azzurri

Nei giorni scorsi il leader del Pd Enrico Letta, aveva definito “una scelta pessima” quella dei giocatori italiani di non inginocchiarsi. Contro il Galles, infatti, a farlo erano stati soltanto cinque calciatori azzurri. Il segretario Dem aveva quindi chiesto agli atleti di mettersi tutti in ginocchio.
A placare le polemiche, non senza gaffe, era stato poi il capitano della nazionale, Giorgio Chiellini, che aveva annunciato che lui e i suoi compagni di squadra si sarebbero inginocchiati soltanto su richiesta della squadra avversaria, come succederà nel prossimo match contro il Belgio. La Federcalcio ha lasciato liberi i giocatori di decidere se aderire o meno all'iniziativa.
La partita si svolgerà domani, il secondo luglio, a Monaco di Baviera.
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