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Europei 2020, Uefa conferma Wembley e la Germania si arrabbia

CC BY 2.0 / Martin Pettitt / Stadio Wembley a Londra
Stadio Wembley a Londra - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
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Uefa non sposta alcuna delle partite di calcio restanti e valevoli per gli Europei, ma la politica e gli scienziati si scaldano e giudicano irresponsabile la scelta.
Le partite rimanenti degli Europei 2020 (2021) non cambieranno le loro sedi, la conferma in una nota ufficiale che la Uefa ha battuto dalla sua sede a Nyon in Svizzera:
“Tutte le rimanenti partite di Euro 2020 si svolgeranno come programmato. Le misure di mitigazione adottate in ciascuna delle sedi del torneo sono completamente allineate con le normative decise dalle competenti autorità sanitarie locali. Le decisioni finali sul numero di spettatori che assisteranno alle partite e i requisiti di ingresso nelle nazioni ospitanti e negli stadi ricadono nella responsabilità delle autorità locali competenti, e la Uefa segue tassativamente tutte queste misure”, si legge come riportato da la Gazzetta dello Sport.
Nei giorni scorsi le proteste sono giunte dalle massime cariche europee a partire dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, e seguito a ruota dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.
E proprio la Germania non ci sta e protesta contro questa decisione della Uefa che considera irresponsabile.
Il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, aveva parlato a nome del governo tedesco prima della nota affermando che lasciare a Wembley le partite sarebbe stato “assolutamente irresponsabile” da parte dell’Uefa.
“Ho il sospetto che ci sia un problema di tipo commerciale, e ragioni del genere non dovrebbero prevalere sulla protezione della salute. Posso solo fare appello alla organizzazione, ha concluso, affinché riveda la sua posizione”, aveva aggiunto il ministro come riportato da Il Messaggero.

Il consulente medico dell’Unione Europea

Anche il consulente medico dell’Unione Europea aveva fatto notare che non si può escludere che “eventi e raduni potrebbero dopotutto aver portato ad alcuni aumenti locali nel numero dei casi, questo però non si applicherebbe solo alle partite di calcio ma anche a ogni tipo di situazioni che non sono consentite in quanto parte delle misure di contenimento decise dalle autorità locali competenti”.

Il caso scozzese

Ieri le autorità sanitarie scozzesi hanno presentato il nuovo report sui casi di pandemia registrati nel paese, ed hanno accertato che quasi 2 mila di essi sono collegabili alla partita di calcio Scozia – Inghilterra dello scorso 18 giugno giocata a Londra. Una parte dei contagi sono collegati a persone che hanno assistito alla partita.

Burioni: Uefa ottusa

Anche il professore Roberto Burioni tocca palla sull’argomento e via Twitter scrive:
“L’ottusa irresponsabilità dell’UEFA che si rifiuta di spostare le partite degli Europei da città dove esiste un grave pericolo di contagio è inaccettabile. Inaccettabile anche che i Paesi sovrani lo accettino, mettendo a rischio la salute dei loro cittadini”.
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