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Draghi all’Accademia dei Lincei: economia riparte ma il debito ci darà da fare a lungo

© Filippo AttiliMario Draghi
Mario Draghi  - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
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Il professore Draghi ricorda che la strada per l'uscita dalla pandemia e dalle sue conseguenze è possibile, ma lunga. Bisognerà creare ancora debito buono e scartare quello cattivo.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi è all’Accademia dei Lincei per ricevere il premio Feltrinelli e da questa “cattedra” della scienza come l’ha definita, pronuncia la sua lezione sul futuro economico dell’Italia e non solo.
“A più di un anno dall'esplosione della crisi sanitaria, possiamo finalmente pensare al futuro con maggiore fiducia. La campagna di vaccinazione procede spedita, in Italia e in Europa”, dice Draghi come riportato da RaiNews.
Ma anche se “l’economia e l’istruzione sono ripartite”, Draghi invita ad essere realistici e ricorda che la pandemia non è finita, non siamo nel post-pandemia.
E anche quando essa sarà finita, spiega Draghi, “avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze”. E una di queste conseguenze è il debito pubblico contratto in questo tempo.

Crescere per contenere e abbattere il debito

Questa crisi è stata senza precedenti nella storia recente ricorda Draghi. “Si è trattato di una recessione causata in gran parte da decisioni prese consapevolmente dai governi. Per prevenire una diffusione catastrofica del virus abbiamo dovuto imporre restrizioni che hanno portato alla chiusura di molti settori dell'economia. Non avevamo alternative”, ha detto il presidente del Consiglio.
Ed ora per tornare a crescere e contenere l’aumento del debito, bisogna portare “il tasso di crescita strutturale dell'economia oltre quello che avevamo prima della crisi sanitaria”, solo così “saremo in grado di aumentare le entrate fiscali abbastanza da bilanciare l'aumento del debito che abbiamo emesso durante la pandemia”.

Distinzione tra debito buono e cattivo

Oggi quindi è giusto indebitarsi, dice ancora Draghi, ma bisogna distinguere “tra quello che chiamo 'debito buono' e quello che chiamo 'debito cattivo'. Ciò che rende il debito buono, o cattivo, è l'uso che si fa delle risorse impiegate. Questa distinzione è particolarmente importante in una fase di transizione come quella attuale, in cui possono essere più marcate le differenze di produttività trai progetti in cui è possibile investire”.
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