Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Crollo dei guadagni per i retailer: ecco quanto ci costerà la rivoluzione dello shopping online

© Sputnik . Alexey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaColosso digitale Amazon
Colosso digitale Amazon - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
Seguici su
Secondo un'analisi di Alvarez&Marsal e Retail Economics, la transizione verso l'e-commerce in Italia farà perdere ai negozi al dettaglio fino a 3,7 miliardi entro il 2025.
La pandemia ha rivoluzionato le abitudini dei consumatori, spostando i consumi dai negozi fisici a quelli online. Una rivoluzione che, secondo un report prodotto dalla società di consulenza globale Alvarez&Marsal, in collaborazione con Retail Economics, che analizza “I costi nascosti dell’e-commerce”, piace ad un’ampia fetta di italiani. Tanto che il 38,4 per cento, secondo i dati contenuti nel dossier, non ha nessuna intenzione di tornare ai “modelli di acquisto pre-pandemia”.
La transizione dei consumi verso il commercio online non sarà, però, indolore. Il report stima che i negozi al dettaglio in Italia perderanno fino a 3,7 miliardi entro il 2025. Il prezzo della “rivoluzione digitale” sale addirittura 35 miliardi, se si considera il dato a livello europeo.
A determinare le perdite sarà principalmente la “diminuzione dei margini di profitto” per i retailer che si trasferiranno anche sul web. Se nel 2015, si legge nel dossier, con una penetrazione digitale attorno al 6 per cento, i margini si attestavano al 6,5 per cento per i commercianti europei, oggi che i canali di vendita 2.0 pesano per il 14 per cento, la percentuale di guadagno si è abbassata al 4,5.
Alberto Franzone, Country Co-Head di Alvarez&Marsal in Italia, intervistato dall’agenzia di stampa Agi, spiega come “i rivenditori ‘digital only’ in genere operano con margini notevolmente inferiori rispetto ai modelli di business multicanale e fisici”.
Online shopping - Sputnik Italia, 1920, 11.02.2021
E-commerce, 79% dei consumatori ha acquistato online nel 2020
Questo è dovuto all’aumento di costi che deriva, come spiega l’esperto, dal bisogno di “nuove competenze” e dalla necessità di potenziare “l’infrastruttura tecnologica e gli aspetti logistici”.
A questo, spiega ancora Franzone, “bisogna aggiungere le vere variabili capaci di influenzare maggiormente il futuro del settore: le spedizioni e soprattutto i resi”. Questi ultimi, secondo i dati contenuti nell’analisi, in Italia pesano per il 9 per cento sul totale delle spedizioni.
Tra le strategie per difendersi c’è quella della “riconversione” degli spazi fisici, funzionale alle nuove esigenze dello shopping online: dalla possibilità di ritirare in negozio gli ordini effettuati su internet, agli store pensati come “spazi social”. Cruciale, secondo gli esperti, sarà anche l’ottimizzazione della logistica e del sistema di resi.
L’analisi di Alvarez&Marsal ha coinvolto 3mila famiglie e 250 retailer tra Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania, Svizzera e Italia. Proprio nel nostro Paese il fenomeno dell’assottigliamento dei profitti provocato dal passaggio verso i canali online promette di essere maggiormente accentuato.
Secondo le previsioni della società di consulenza, infatti, nel giro di quattro anni “la redditività del settore retail” potrebbe calare dal “3,5 al 2,6 per cento”. La transizione verso lo shopping 2.0 in Italia, infatti, sarà più rapida che altrove, soprattutto per alcuni settori, come quello degli elettrodomestici e dell’abbigliamento. Restano ancorati ai canali tradizionali, invece, i prodotti di lusso.
Ma la strada è già tracciata: secondo l’analisi le boutique tradizionali potrebbero perdere nei prossimi anni fino al 30 per cento dei clienti soltanto nel nostro Paese.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала