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Covid, Galli: "92mila morti da quando secondo alcuni virus era morto"

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 01.07.2021
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Il noto infettivologo si riferisce a politici come Salvini e Sgarbi, esortati a prendersi la responsabilità morale per le affermazioni di un anno fa.
Noto non solo per il suo lucido pessimismo ma anche per la sua schiettezza avulsa da compromessi, il responsabile di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, è tornato a parlare di Covid, puntando il dito - anche se indirettamente - contro qualche nome eccellente.

In un'intervista rilasciata ad Adnkronos Salute, ha infatti ricordato quando, esattamente un anno fa, qualcuno disse che "il virus del Covid era morto. Da allora ci sono stati 92mila morti".

Galli ha esortato chi fece queste dichiarazioni a prendersene la responsabilità morale, sottolineando che "qualche politico che non nomino potrebbe anche nascondersi considerando quello che ha detto nel luglio scorso, esattamente un anno fa".
Il professore non fa nomi ma si riferisce a un convegno organizzato in Senato da Vittorio Sgarbi, a cui prese parte - tra gli altri - anche Matteo Salvini.
"Credo fosse il 27 luglio al Senato, quando per quei signori il virus era morto. A quella data già c'erano stati circa 35 mila morti ma soprattutto poi ce ne sono stati la differenza tra 35 e 127 mila ovvero 92 mila, che sono i morti della seconda e della terza ondata avvenute dopo che quei signori hanno dichiarato che il virus era morto e la malattia clinicamente mutata ma inesistente. Certe cose si dimenticano con troppa facilità", la sua accusa.
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