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Sindaco di Lampedusa accusa Draghi di silenzio sui migranti

© REUTERS / Guglielmo MangiapaneМигранты стоят в очереди, чтобы сесть на паром на материк, на сицилийский остров Лампедуза, Италия
Мигранты стоят в очереди, чтобы сесть на паром на материк, на сицилийский остров Лампедуза, Италия - Sputnik Italia, 1920, 30.06.2021
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Sbarchi e tragedie davanti all'isola di Lampedusa fanno arrabbiare il sindaco che si rivolge ancora una volta a Draghi, al quale rinnova la richiesta di un incontro faccia a faccia.
Dopo l’ennesimo naufragio avvenuto questa mattina davanti all’isola di Lampedusa dove hanno perso la vita almeno 7 persone e vi sarebbero ulteriori 9 dispersi, il sindaco di Lampedusa Totò Martello rimprovera ancora una volta il presidente del Consiglio Mario Draghi, mentre l’hotspot di contrada Imbriacola si riempie di migranti sbarcati a centinaia nelle ultime ore.
“Continua il silenzio nei confronti del sindaco di Lampedusa da parte del presidente Draghi. Sono passati 15 giorni, se non di più, da quando ho chiesto d'essere convocato per discutere di quello che avviene nel Mediterraneo. Non si vuole prendere coscienza di quello che succede”, ha detto il sindaco come riportato da TgCom 24.
Lo scorso 13 giugno, dopo l’ennesima ondata di sbarchi a Lampedusa, il sindaco Totò Martello aveva chiesto un incontro urgente con il presidente del Consiglio per discutere dell’emergenza sbarchi di migranti sull’isola.
Quella notte erano giunti sull’isola 692 nuovi migranti, una situazione insostenibile per la piccola isola.
Il sindaco di Lampedusa aveva chiesto “di essere ricevuto dal premier Draghi per affrontare il fenomeno delle migrazioni attraverso lo sguardo di un territorio di frontiera”. Questo perché “il sistema delle navi quarantena sta funzionando, l'hotspot viene svuotato con trasferimenti continui” tuttavia “quando non ci sarà più il Covid e le navi quarantena, come si affronterà il tema?”
Secondo Martello si affronta la questione sempre e solo nell’ottica dell’emergenza, mentre “gli sbarchi a Lampedusa non sono una novità”. Ecco perché aveva chiesto “un approccio diverso”.
Ed infine aveva affermato: “Si continua a non lavorare sulle partenze, sugli sbarchi, su questo aspetto non c'è nessun passo in avanti. Da anni. Stiamo affrontando il problema dell'accoglienza ma non quello delle migrazioni. È su questo che bisogna ragionare”.
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