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Caos M5S, Becchi a Sputnik: "La scissione? Ci sarà, ma Conte ormai è fuori dai giochi"

© AP Photo / Gregorio BorgiaBeppe Grillo
Beppe Grillo - Sputnik Italia, 1920, 30.06.2021
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Il filosofo e accademico Paolo Becchi commenta con Sputnik Italia la crisi del M5S: "Nello scontro tra Grillo e Conte ha prevalso l'irrazionalità, ci sarà una micro-scissione, ma senza ripercussioni sul governo".
“Il declino del M5S è iniziato con la morte del vero visionario del Movimento, Gianroberto Casaleggio: lui era la mente e Grillo era il corpo, e questo è emerso chiaramente in questi giorni di decisioni completamente irrazionali”. Paolo Becchi, filosofo, accademico, blogger ed editorialista, considerato tra gli ideologi del Movimento 5 Stelle delle origini prima della rottura con Grillo, parla con Sputnik Italia di “errore politico”, commentando le ultime mosse del comico genovese, che ha messo alla porta senza usare mezze parole l’ex premier Giuseppe Conte, candidato a diventare leader dei pentastellati.
— Possibile che dietro la decisione di Grillo non ci sia una strategia politica?
Direi proprio di no. La ragione politica avrebbe voluto che si raggiungesse un accordo dal quale entrambi avrebbero avuto da guadagnare. Ma la ragione con Grillo conta fino ad un certo punto. È una persona rancorosa, che porta risentimento. Anche in questo frangente, come già successo in occasione del video pubblicato in difesa del figlio, ha dimostrato di avere un brutto carattere, di essere arrogante.
Ha commesso un errore politico. Accusa Conte di non avere una “visione”, ma la verità è che non ce l’ha neppure lui, non c’è una strategia dietro la decisione di rompere con Conte, ma soltanto una scelta emotiva e irrazionale.
Un fatto che preoccupa, visto che stiamo parlando di quello che in Parlamento è il partito più rappresentato.
Лидер итальянской партии «5 звезд» Беппе Грилло - Sputnik Italia, 1920, 29.06.2021
M5S, dura risposta di Grillo a Conte: “Non ha visione politica, né capacità manageriali”
— Secondo lei ci sarà una scissione?
Probabilmente sì. La presa di posizione di Vito Crimi, che in queste ore sta mettendo in dubbio la sua permanenza nel Movimento, è un segnale.
Potrebbe esserci una scissione limitata con la creazione di nuovi gruppi parlamentari. Conte, da parte sua, sembra intenzionato ad andare avanti. Di sicuro il Movimento uscirà indebolito da questo scontro.
D’altra parte è possibile che molti degli espulsi che non erano d’accordo con la linea di Conte vengano riaccolti in una sorta di amnistia generale. Magari Grillo tenterà di ricucire con Davide Casaleggio. La proposta di usare la piattaforma Rousseau per eleggere il comitato direttivo la vedo come un segnale in questo senso.
— Ma quanti sarebbero pronti a seguire l'ex premier se fondasse un suo partito?
Conte ha sbagliato a mettersi in una trattativa durata mesi che si è conclusa sostanzialmente con una porta sbattuta in faccia. Se sull’onda del consenso da premier uscente avesse creato subito un proprio partito molti dei pentastellati sarebbero passati con lui. Ora, invece, rischia il flop perché a seguirlo saranno in pochi. Ormai è troppo tardi per un’operazione di questo tipo. Farà la fine di Monti che nel 2013 con Scelta Civica prese il 10 per cento e ora è politicamente ininfluente. Direi che ormai è fuori dai giochi: quello che è successo ha danneggiato lui e il Movimento, che poteva sperare in un rilancio.
-— Quindi anche l'ex premier ha giocato male la sua partita?

Un accordo con Grillo era nella natura delle cose ma anche da parte di Conte ha prevalso l’istintività. Nessuno dei due ha vinto, direi che hanno perso entrambi. Potevano mettere insieme le forze. Invece, hanno solo perso credibilità.

Lo stesso Grillo che ha presentato Conte come premier oggi dice che non ha “visione” o “capacità manageriale”. Per contro, le faccio l’esempio di quello che sta succedendo proprio in Russia: salgono i contagi e si parla di obbligo vaccinale. Ma Putin ha ribadito che i vaccini non saranno obbligatori, confermando la posizione assunta all’inizio della pandemia. Non so se sarà premiato o meno alle prossime elezioni, ma sono pronto a scommettere che la coerenza paghi.
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte - Sputnik Italia, 1920, 30.06.2021
Caos M5S, per Conte quella di Grillo è una "svolta autarchica"
— Pensa che la crisi del Movimento si ripercuoterà anche sul governo?
Non credo che il M5S uscirà dal governo, dove esponenti che contano, come Luigi Di Maio, hanno incarichi di rilievo. Passando all’opposizione i grillini potrebbero recuperare un po’ di consensi, ma penso che al momento nessuno abbia intenzione di rompere con Draghi, tantomeno Grillo. Ad elezioni anticipate non si andrà, quindi che bisogno c’è di rompere adesso?
Penso che l’attuale premier possa dormire sonni tranquilli: Conte non è neppure in Parlamento e il M5S ha ben altro a cui pensare. Poi non capisco di cosa si preoccupa il Pd, che è l’unico che guadagna da questa situazione.
— Cioè?
Dove pensa che vadano a finire i voti in uscita dal Movimento? Principalmente al Partito Democratico, che se le cose continuano così potrebbe diventare il primo partito politico italiano. La Lega sta scendendo progressivamente nei sondaggi.
Le prossime amministrative non devono essere sottovalutate, perché potrebbero dare segnali importanti, con un possibile ritorno al bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra. Poi bisognerà analizzare quali sono i rapporti di forza all’interno delle due coalizioni.
Quello che è certo è che il Movimento continuerà il suo declino, trasformandosi, nella migliore delle ipotesi, nell’ala ecologista del Pd.
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