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Per scienziati americani indagine su origini COVID ha "possibilità di successo" anche senza la Cina

CC BY 2.0 / NIAID-RML / Novel Coronavirus SARS-CoV-2Nuovo coronavirus SARS-CoV-2 al microscopio
Nuovo coronavirus SARS-CoV-2 al microscopio - Sputnik Italia, 1920, 29.06.2021
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Lo scorso mese il presidente americano Biden ha ordinato l'apertura di una nuova indagine sulle origini del coronavirus.
Un gruppo composto da 31 scienziati statunitensi ha firmato una "lettera aperta", affermando che un'indagine sulla presunta origine del COVID-19 in un laboratorio ha "possibilità realistiche di successo" anche senza la partecipazione della Cina.
Stando a quanto riferito da Newsweek, i firmatari hanno affermato che una "ricerca sistematica" potrebbe determinare se documenti, campioni e agenti patogeni dell'istituto sono stati celati, sebbene il rapporto sia vago su come ciò possa essere ottenuto a distanza.
In precedenza, il biologo computazionale Jesse Bloom, specialista in evoluzione virale presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, aveva affermato di aver recuperato 13 sequenze genetiche presumibilmente eliminate da un database cinese sul ceppo virale mortale.
L'esperto ha affermato che i primi campioni del virus, recuperati presso mercato del pesce di Huanan a Wuhan, erano solo lontanamente al ceppo trovato nei pipistrelli rispetto a quelli successivi, indicando che il mercato non era il punto di origine.
"Non c'è una ragione scientifica plausibile per la cancellazione. Sembra quindi probabile che le sequenze siano state cancellate per oscurare la loro esistenza. Questo suggerisce uno sforzo tutt'altro che sincero per tracciare la diffusione precoce dell'epidemia", ha detto Bloom in un documento pre-pubblicazione per la rivista Nature.
Gli autori della lettera hanno anche chiesto la pubblicazione della corrispondenza tra l'istituto di Wuhan e i suoi partner occidentali, tra cui EcoHealth Alliance, l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale e il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti.

L'inchiesta dell'OMS

Una delegazione dell'Organizzazione mondiale della sanità a Wuhan a marzo ha concluso che un'origine di laboratorio per COVID-19 era "estremamente improbabile", rafforzando una teoria ampiamente accettata secondo cui il nuovo virus ha avuto origine in animali selvatici venduti per il consumo umano nei "mercati umidi" della città di Wuhan, con pipistrelli o pangolini come possibili vettori.
Uno studio più recente ha affermato, tuttavia, che le possibilità statistiche dei cambiamenti nella sequenza genetica dal coronavirus selvaggio al ceppo pandemico che si verificano per mutazione casuale naturale sono quasi impossibili.
Febbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
Biden chiede all'intelligence un'indagine sulle origini del Covid-19

Le nuove indagini di Biden

Alla fine dello scorso mese di maggio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ordinato all'intelligence un'indagine approfondita sulle origini del Covid-19, inclusa la possibilità che l'epidemia abbia avuto inizio con una fuga del virus dal laboratorio in Cina .
A sollevare dubbi sull'ipotesi dell'incidente di laboratorio è stata la comunità scientifica statunitense, ed in particolare il prof. Anthony Fauci, maggior virologo statunitense e capo della task force della Casa Bianca, il quale ha dichiarato di non essere più sicuro dell'origine naturale del virus ed ha esortato ad approfondite indagini per capire cosa è successo in Cina.
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