Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Omicidio Chiara Gualzetti, l'amico confessa: "Ho sentito una spinta superiore"

© Foto : © Agenzia Nova / Marco MinnaUna macchina dei carabinieri
Una macchina dei carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 29.06.2021
Seguici su
Il corpo della sedicenne di Monteveglio, nel bolognese, era stato ritrovato domenica pomeriggio a circa un chilometro da casa. Presentava segni di colpi inferti con arma da taglio. In mattinata era uscita con un coetaneo e non era più rientrata a casa.
Ha confessato il minorenne indagato per la morte di Chiara Gualzetti, la sedicenne ritrovata morta domenica pomeriggio a Monteveglio, frazione di Valsamoggia, in provincia di Bologna. Durante il lungo interrogatorio ha ammesso di aver sferrato lui le coltellate alla gola e al torace che hanno posto fine alla vita di Chiara. Agli investigatori ha detto di aver agito alla base di una "spinta superiore".
Il giovane, coetaneo di Chiara, era stata l'ultima persona a vederla e la prima ad essere sentita dagli investigatori dopo il ritrovamento del cadavere.

La sparizione di Chiara

Nonostante i genitori, contrari alla frequentazione di quel ragazzo "un po' chiuso", la sedicenne aveva un appuntamento con lui domenica mattina. Non è mai più rientrata in casa. A lanciare l'allerta era stato il sindaco di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, chiedendo la collaborazione della cittadinanza.
Qualche ora dopo, il primo cittadino ha annunciato il ritrovamento del corpo privo di vita di Chiara, nascosto dietro un cespuglio ai margini del parco regionale dell’Abbazia di Monteveglio, a meno di un chilometro da casa. Presentava ferite da arma da taglio, al collo e al torace.

Le dichiarazioni del reo confesso

Nella sua deposizione, resa durante il lungo interrogatorio durato tutta la notte, il reo confesso ha rilasciato dichiarazioni inspiegabili sul movente dell'omicidio. In un primo momento aveva detto di aver agito su richiesta di Chiara.
La giornata sarebbe stata pianificata dai due adolescenti, perché la sedicenne aveva chiesto all'amico di aiutarla a porre fine alla propria vita. Ma il castello di folli dichiarazioni messo in piedi per giustificare il suo atto è crollato nel corso dell'interrogatorio e alla fine l'indagato ha confessato di aver agito sulla base di una "voce interiore" che lo spingeva ad uccidere.
Sulla base di questa "spinta superiore" il ragazzo avrebbe dunque portato l'amica ai margini del bosco nel parco dell'Abbazia di Monteveglio, per ucciderla.
La Procura ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima, per accertare le modalità e l'orario del decesso, e chiederà la convalida del fermo assieme alla custodia cautelare in carcere. La Procura per i minori di Bologna sta vagliando l'ipotesi di un accertamento psichiatrico.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала