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Norvegia, risultati zero e tanto stress: interrotti gli esperimenti sulle balene con la marina USA

© AP Photo / Reed SaxonUna megattera
Una megattera - Sputnik Italia, 1920, 29.06.2021
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L'Istituto di ricerca delle forze armate norvegesi, le autorità statunitensi e la Marina degli Stati Uniti, hanno interrotto un controverso progetto in cui 12 balenottere minori sono state catturate in una rete per testare il loro udito. Troppo crudele il trattamento per gli animali e troppo inutile l’esperimento, hanno lamentato gli ambientalisti.
L'esperimento in cui una dozzina di balene sono state rinchiuse per testare il loro udito è stato descritto come "audace" dai ricercatori, ma ha suscitato proteste internazionali per il trattamento disumano degli animali. Una petizione di 50 ricercatori di tutto il mondo ha raccolto oltre 60.000 firme, riuscendo a convincere le autorità norvegesi a interrompere i test.
Il progetto mirava a stabilire quali tipo di suoni esterni possano disturbare le balene e aveva da subito suscitato una feroce opposizione da parte degli attivisti per i diritti degli animali, pur riuscendo ad ottenere l’autorizzazione a procedere da parte dell'Autorità norvegese per la sicurezza alimentare.
Dopo appena tre settimane di fronte a Stamsund, nell’arcipelago delle isole Lofoten, i ricercatori stanno però ora interrompendo le ricerche senza per altro aver raccolto risultati. Sono solamente riusciti a catturare le balene ma alcune sono risultate troppo grandi per le attrezzature di prova, altre sono riuscite a scappare da un buco trovato nel recinto.

"No, non è andata poi così male"

L'Istituto di ricerca delle forze armate ha tuttavia rifiutato di riconoscere che il progetto sia stato un fallimento.
"Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo. Ma non era neppure previsto di ottenere il risultato finale quest’anno. Il piano è di continuare fino al prossimo anno. Abbiamo fatto molta strada e abbiamo imparato molto", ha detto il capo ricercatore Petter Kvadsheim della Difesa norvegese all'emittente nazionale NRK.
Secondo la teoria dei ricercatori i suoni emessi dall’uomo spaventerebbero i cetacei e li costringerebbero ad allontanarsi dalle aree di pascolo. Gli animali possono anche essere così spaventati da nuotare troppo velocemente in superficie. Gran parte dell'attuale livello di rumore in mare deriva dalle barche, dall'industria e dalla Marina. Per i mammiferi marini, il suono è un senso importante. Emettendo suoni e ascoltando, navigano e comunicano tra loro in questo modo.
"Quando noi esseri umani conduciamo operazioni militari, navighiamo o cerchiamo petrolio e gas, facciamo molto rumore, che disturba le balene. Quindi è importante regolare il rumore nel miglior modo possibile in modo da ottenere il minimo possibile effetto negativo per questi animali", ha spiegato Kvadsheim.
Stimolando le frequenze più basse, i ricercatori si aspettavano di vedere quanto poco suono fosse necessario prima che la balena lo percepisse. Gli elettrodi sarebbero stati attaccati alla testa e al corpo delle balene mediante ventose. I segnali inviati tra l'orecchio e il cervello avrebbero dovuto dare ai ricercatori un'indicazione di quali suoni sentano le balene.
Le balenottere minori compaiono al largo della costa del Nordland (contea della Norvegia centro-settentrionale con capitale Bodø) a maggio, per poi nuotare verso nord lungo l'arcipelago delle Lofoten mentre si dirigono verso il Mare di Barents. È qui che gli scienziati intendevano catturare le balene. Qui, le condizioni naturali sono state considerate utili, consentendo di tendere reti tra gli isolotti.
Tuttavia la petizione dei ricercatori di tutto il mondo che ha raccolto oltre 60mila firma, è stato un secondo duro colpo per l’iniziativa che, dopo l’inizio di per sé non convincente, rischia ora di venire definitivamente affossata.
Astrid Fuchs della Whale & Dolphin Conservation Society ha espresso la speranza che l'esperimento venga scartato per il bene degli animali, sostenendo per altro che i risultati della prima fase dell’esperimento fosse inutile e pervedibile.
Il capo ricercatore Petter Kvadsheim al contrario ha caratterizzato l'intero progetto come un esperimento audace e ha stigmatizzato le proteste.
"Per noi è completamente incomprensibile. Per quale motivo le organizzazioni per il benessere degli animali che lavorano per i migliori interessi degli animali, dovrebbero andare contro la ricerca che mira a proteggere gli animali?”, ha detto il ricercatore, pur ammettendo che le balene durante i test subiscono “un certo stress”, ma che questo è più che giustificato dai benefici derivanti dalla conoscenza che verrà acquisita.
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