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M5S, Conte: "Io ci sarò, comunque vadano le cose"

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 29.06.2021
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In conferenza stampa, lunedì pomeriggio, l'ex premier ha delineato alla comunità dei cinque Stelle la sua proposta di Statuto, chiedendo forti cambiamenti per una leadership solida, che decida in autonomia dal garante sulla linea politica. Ha precisato che non si accontenterà di una "maggioranza risicata".
Dopo la conferenza stampa al Tempio di Adriano, Giuseppe Conte, fermato da una giornalista del Corriere della Sera, promette di restare in campo. Comunque vadano le cose.

"Io ci sono. Una mano l’ho sempre data e continuerò a darla, in qualsiasi veste", assicura il leader in pectore del Movimento.

L'ex premier si dice sereno, rivendica i suoi quattro mesi di lavoro nella ricostruzione del Movimento e il suo ruolo risolutore nella controversia con Casaleggio per sciogliere le "ambiguità di Rousseau".
Sulla possibilità di mediazioni e trattative in corso, Conte taglia corto non mostrando nessuna apertura verso una mediazione, perché "non è questione di compromessi - afferma - stiamo parlando di principi, di cose serie, di passaggi cardine. Su cosa dovremmo trattare?", osserva.
"Onestamente posso dire - continua - che ho raccolto alcuni dei suoi suggerimenti, ma altri proprio non possono essere accolti. Per questo ho rimandato a Grillo la palla. E io spero anche che la comunità del Movimento 5 Stelle voglia uscire da questa incertezza".
Per Conte Beppe Grillo "è il garante, rimane garante e sarà garante a vita", ma il leader in pectore rifiuta una diarchia nel Movimento. Grillo è un "pilastro" ma "io sono per i passaggi trasparenti, la gente ha bisogno di chiarezza", precisa, convinto che serva un "passaggio chiarificatore".
"È un trauma necessario, un passaggio fondamentale per arrivare all’approvazione del progetto", spiega.
E sul rischio che il M5S si trasformi in una nuova Democrazia Cristiana, l'ex premier garantisce che il Movimento non sarà mai "un calderone come la Dc", perché è "portatore di una carica radicale" e se "il mio progetto sarà accettato saremo più intransigenti di prima sui principi".
Infine, sull'ipotesi di un partito di Conte, ribadisce di non voler fondare una sua forza politica. Almeno per ora.
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