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Professoressa norvegese afferma che per l’immunità di gregge bisognerebbe vaccinare anche i bambini

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLa mascotte della squadra SKA-San Pietroburgo vaccinato con lo Sputnik V al palazzo dello sport di San Pietroburgo durante una partita di hockey
La mascotte della squadra SKA-San Pietroburgo vaccinato con lo Sputnik V al palazzo dello sport di San Pietroburgo durante una partita di hockey - Sputnik Italia, 1920, 28.06.2021
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L'Istituto Nazionale Norvegese della Sanità pubblica (FHI) sta attualmente valutando se i bambini e i giovani debbano essere inclusi nel programma nazionale di vaccinazione. Inizialmente verrà valutata la fascia di età 16-17 anni, successivamente la fascia di età compresa tra 12 e 15 anni.
La professoressa e autrice Anne Spurkland, esperta del sistema immunitario presso l'Istituto di scienze mediche di base, non ha dubbi che dovrebbe essere così. Secondo la Spurkland, la vaccinazione dei bambini sarebbe benefica sia per l'immunità del gregge che per i bambini stessi.
"I bambini dovrebbero essere vaccinati. Per quale motivo i bambini dovrebbero contrarre l'infezione quando abbiamo il vaccino? Non è vero che avere infezioni ti renda più sano. Il sistema immunitario non ha bisogno di infezioni", ha detto la Spurkland al quotidiano Verdens Gang.
La professoressa ha sottolineato che circa 1 bambino su 3.000 si ammala di sindrome infiammatoria multiorgano (MIS-C) in seguito al COVID-19.
"I bambini si ammalano molto meno, ma alcuni si ammalano di una grave condizione infiammatoria chiamata MISC a seguito dell'infezione. Attualmente si sta discutendo se il virus abbia la capacità di attivare determinate cellule immunitarie senza motivo. Un'altra possibilità è che il virus sfrutti buchi congeniti nel sistema immunitario del bambino. I bambini sono per lo più protetti dalle conseguenze, ma alcuni sviluppano la condizione infiammatoria, che è abbastanza grave. Ci sono stati anche bambini che sono morti", ha detto la professoressa Spurkland.
Un principio importante per l'FHI è che i bambini non rischino maggiori potenziali danni dal vaccino rispetto a quelli che potrebbe causare la malattia stessa. Secondo la Spurkland, il sistema immunitario dei bambini è ancora in maturazione, motivo per cui non è scontato che sperimenteranno gli stessi effetti collaterali degli adulti. Tuttavia, la dose esatta del vaccino per i bambini potrebbe essere modificata.
"Ci sono molti fattori che devono essere considerati prima che un vaccino possa essere offerto a giovani sani", ha detto a Verdens Gang, il capo medico dell'FHI Margrethe Greve-Isdahl. Secondo lei, l'FHI deve pesare bene l’opportunità delle vaccinazioni in precoce fascia di età per via della "limitata esperienza preliminare e conoscenza che si ha sugli eventuali effetti collaterali dei vaccini sui più giovani”.
In precedenza, la vicina Danimarca aveva deciso di vaccinare i bambini a partire dai 12 anni in su. La vaccinazione dei giovani fino ai 16 anni è già in corso. Il Paese scandinavo ha calcolato che la vaccinazione infantile darebbe un'immunità aggiuntiva del 4%, e che ne varrà la pena.
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