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Migranti, oggi sciopero nei campi di Gioia Tauro e corteo a Reggio Calabria: basta sfruttamento

Casa Sankara  - Sputnik Italia, 1920, 28.06.2021
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La protesta è organizzata da Flai Cgil per chiedere accoglienza dignitosa, potenziamento delle misure di prevenzione e lotta allo sfruttamento e al caporalato e inclusione dei migranti nella campagna vaccinale anti-Covid.
“Oggi nei campi non ci sarà nessuno”: così il sindacato Flai Cgil ha annunciato sulla propria pagina Facebook la protesta in programma oggi dei migranti impiegati nelle campagne della piana di Gioia Tauro.
“Un esercito di uomini che si spacca la schiena ogni giorno”, ha sottolineato il sindacato.
I lavoratori della tendopoli di San Ferdinando, di Taurianova, di Rosarno e Gioia Tauro sono attesi con i pullman a Reggio Calabria dove sfileranno per le strade per chiedere accoglienza dignitosa, potenziamento delle azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento e al caporalato, maggiore celerità per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e l’inclusione di tutti i migranti nella campagna vaccinale.

A Gioia Tauro "panorama desolante"

Nelle scorse settimane, l’organizzazione Medici per i Diritti Umani (Medu) ha definito “desolante” il panorama nella piana di Gioia Tauro per i migranti: "Tendopoli che si trasformano in baraccopoli, cumuli di rifiuti negli insediamenti informali come nei centri abitati, trasporti inesistenti, sanità al collasso, istituzioni impotenti e spesso commissariate, lavoro nero e grigio diffusi, settore agricolo in crisi".
Da otto anni Medu opera nella piana di Goia Tauro per "promuovere la tutela della salute e dei diritti fondamentali dei circa 2.000 braccianti stranieri impiegati in agricoltura in condizioni di grave sfruttamento".
Secondo quanto precisato dall'organizzazione, solo il 56% dei lavoratori che ha assistito era in possesso di un contratto e di questi solo il 52% percepiva una busta paga.

"In tutti i casi, le giornate lavorative registrate in un mese, non erano superiori a 10, nonostante la maggioranza dei braccianti lavorasse tra i 5 e i 7 giorni a settimana in alta stagione, in media 8 ore al giorno, con un compenso medio di 35 euro al giorno, oppure, in caso di lavoro 'a cottimo', di 1,20 – 1,50 euro per ogni cassetta da 25 chili".

La seconda ondata del Covid-19, ha poi ricordato Medu, ha colpito il campo container di Rosarno e la Nuova Tendopoli di San Ferdinando, portando all’istituzione di due zone rosse, "ma le iniziative di sorveglianza epidemiologica per il contenimento del virus messe in atto delle autorità sanitarie locali si sono dimostrate incoerenti e scarsamente efficaci".
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