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Gentiloni: "All’Italia serve unità fuori dal comune perché il Recovery funzioni al meglio"

© Sputnik . Maksim BlinovPaolo Gentiloni durante la conferenza stampa con il suo omologo russo Sergei Lavrov a Roma.
Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa con il suo omologo russo Sergei Lavrov a Roma. - Sputnik Italia, 1920, 28.06.2021
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Il Commissario europeo all’Economia ricorda che l’Italia riceverà un terzo di tutti i sussidi e i prestiti del piano europeo per la ripresa economica dopo la pandemia di Covid-19, per cui sarà sotto esame fino al 2026.
Dopo l’anno orribile della pandemia, iniziato nel marzo 2012, l’Unione europea si appresta a versare la prima tranche di soldi del Next Generation Eu, in arrivo tra un mese. “Il Recovery arriva al momento giusto”, dice il Commissario Paolo Gentiloni in un’intervista a Repubblica.

“La ripresa è in atto. L’ottimismo è giustificato. L’Unione europea avrà almeno per i prossimi due anni una crescita economica tra il 4 e il 5 per cento. È una cosa senza precedenti”.

E molto dipenderà dall’Italia, che “da sola percepirà un terzo di tutti i sussidi e prestiti”, ma che ha anche “il debito più alto”, per cui “tutti ci stanno a guardare”.
Gentiloni ha infatti ricordato che il Recovery “è un patto consensuale, ma vincolante, legato a centinaia di obiettivi e scadenze” per cui "ci sarà un esame in continuazione. Fino al 2026". E se per il commissario l’Italia è fortunata “perché c’è una persona come Draghi e una maggioranza di una ampiezza inusuale", è tutta la classe dirigente del Paese che "deve essere consapevole di quanto sia ambiziosa l’operazione. Anche in Parlamento".


"Ci vuole una unità fuori dal comune tra forze politiche, sociali, enti locali. Dobbiamo scalare una vetta, non nuotare su un mare di soldi europei. Vale per noi e per gli altri”

Piano italiano

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia approvato la scorsa settimana dalla Commissione Ue prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation Eu. Altri 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile, per un totale di investimenti previsti di 222,1 miliardi di euro.
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