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A Reggio Calabria la protesta dei migranti della piana di Gioia Tauro, poi ricevuti dal prefetto

© account Twitter @flaicgilMigranti di Rosarno
Migranti di Rosarno - Sputnik Italia, 1920, 28.06.2021
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I migranti che lavorano nelle campagne di Gioia Tauro hanno scioperato oggi per chiedere il potenziamento delle misure di prevenzione e lotta allo sfruttamento e al caporalato, un’accelerazione per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e l’inclusione nella campagna vaccinale anti-Covid.
Politiche di inclusione inesistenti, pratiche pluriennali per ottenere i permessi di soggiorno, esclusione dalla campagna di vaccinazione anti-Covid: questo hanno denunciato i migranti che oggi hanno incrociato le braccia nelle campagne di Gioia Tauro e si sono riversati a Reggio Calabria, dove sono stati ricevuti dal prefetto.
Jean René Bilongo, della Flai Cgil nazionale, ha ricordato come lo sciopero sia nato da una “situazione critica” perché "la regolarizzazione procede a rilento, le azioni di contrasto al caporalato sono deboli, e ora una campagna vaccinale che non li raggiunge".

Gli impegni "strappati" al prefetto

Bilongo ha quindi riferito dell’incontro con il prefetto, a cui “abbiamo strappato importanti impegni su tre punti: campagna vaccinazioni, accoglienza e permessi di soggiorno”.

"La campagna vaccinazioni verrà estesa a tutti i lavoratori presenti nella provincia di Reggio Calabria, mentre sul fronte accoglienza verrà convocato in via straordinaria entro il 15 luglio il Consiglio territoriale per l’immigrazione che affronterà in modo strutturale il problema. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno si è sancita la necessità di un confronto permanente con la Questura, attraverso anche la stipula di un’intesa volta alla accelerazione dei tempi di disamina delle richieste”.

Bilongo ha voluto ricordare il giovane maliano, Camarda Fantamadi, 27 anni, morto nei giorni scorsi in Puglia per il caldo: “Questo sciopero è anche in suo nome. Dobbiamo far sentire le voci dei lavoratori con maggior forza, quest’ecatombe è inaccettabile: si può prevenire e si deve fermare”.
La morte di Camara Fantamadi
La scorsa settimana Fantamadi è morto mentre rincasava in bici dopo una giornata di lavoro nei campi sotto il sole torrido. Il 27enne si era trasferito da pochi giorni a Eboli, dove viveva il fratello, per fare il bracciante a 6 euro l'ora. Il governatore della Puglia, Michele Emiliani, ha poi emesso un'ordinanza che vieta il lavoro nei campi nelle ore più calde, dalle 12.30 alle 16.
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