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Strage di Ustica, Mattarella: "Tragedia straziante, ha lasciato la Repubblica senza una verità"

© Foto : Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della RepubblicaMilano - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per l’anno accademico 2020- 2021 dell’Università degli Studi di Milano, oggi 8 giugno 2021.
Milano - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per l’anno accademico 2020- 2021 dell’Università degli Studi di Milano, oggi 8 giugno 2021.
 - Sputnik Italia, 1920, 27.06.2021
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La sera del 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia H870 scompare dai radar. A bordo viaggiavano 81 persone, partite da Bologna per raggiungere Palermo. Dove non arrivarono mai. Il relitto della fusoliera venne ritrovato negli abissi del mar Tirreno, al largo di Ustica. Sulla strage non è mai stata fatta luce.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 41° anniversario del disastro areo del DC-9 di Itavia, ha inviato un messaggio alla nazione per ricordare la strage di Ustica.
La strage è "impressa nella coscienza degli italiani come una tragedia straziante, che ha strappato alla vita ottantuno persone indifese, che ha gettato in un dolore indicibile i loro familiari, che ha lasciato la Repubblica senza una verità univoca capace di ricomporre appieno il quadro delle circostanze e dei responsabili", ha detto il Capo dello Stato.
Mattarella ha ricordato i familiari delle vittime, "coloro che hanno perso genitori, fratelli, sorelle, parenti, amici", ribadendo il "legame di solidarietà umana" e "sentimento di vicinanza verso" verso chi ha sofferto, assieme al "il senso di riconoscenza per l’impegno civile" per quanti hanno promosso la "ricerca della verità" anche di fronte a condotte "opache e ostruzionistiche".
"La Repubblica sente come dovere inderogabile la permanente espressione della solidarietà e l’impegno per una più completa ricostruzione dei fatti", conclude Mattarella.

La strage di Ustica

​Il disastro aereo di Ustica avvenne il 27 giugno 1980, alle 20:59. A quell'ora il volo Bologna-Palermo di Itavia perde il contatto radio con l'aeroporto di Roma Ciampino. A bordo trasportava 81 persone, tra cui 13 bambini, ma soltanto i corpi di 39 passeggeri verranno recuperati dopo il ritrovamento dei resti della fusoliera, inabissata al largo dell'isola di Ustica. Sull'accaduto non è ancora stata fatta luce e la verità non è né univoca né chiara.
Una delle ipotesi più accreditate è quella di un involontario coinvolgimento dell'aereo in uno scontro militare che vedeva implicati Francia, Libia e Stati Uniti. Il DC-9 infatti si sarebbe trovato sulla traiettoria di un missile durante un conflitto a fuoco, venendone colpito.
L'ipotesi di una bomba nascosta nella toilette ed esplosa a bordo è stata scartata come inconsistente dopo il ritrovamento di alcune parti totalmente integre della fusoliera, come il carrello e il bagagliaio, che suggeriscono non sia avvenuta alcuna esplosione all'interno del velivolo.
La tesi del missile francese, lanciato contro un aereo libico che trasportava Gheddafi, era stata sostenuta dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, presidente del Consiglio all'epoca dei fatti. Una tesi analoga è alla base di una sentenza della Corte di Cassazione.
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