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Giappone accusa la Cina di aver fatto sconfinare navi guardia costiera in isole contese

© REUTERS / KyodoA group of disputed islands, Uotsuri island (top), Minamikojima (bottom) and Kitakojima, known as Senkaku in Japan and Diaoyu in China is seen in the East China Sea (File)
A group of disputed islands, Uotsuri island (top), Minamikojima (bottom) and Kitakojima, known as Senkaku in Japan and Diaoyu in China is seen in the East China Sea (File)  - Sputnik Italia, 1920, 27.06.2021
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La presunta incursione delle navi cinesi arriva meno di ventiquattro ore dopo che Tokyo ha ratificato un nuovo importante accordo commerciale che coinvolge Giappone, Cina, Australia e l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean).
Quattro navi della Guardia costiera cinese hanno navigato nelle acque controllate dal Giappone intorno alle isole Senkaku nel Mar Cinese Orientale sabato mattina e sono rimaste lì per diverse ore, ha comunicato la Guardia costiera nipponica.
La guardia costiera giapponese ha indicato di aver avvertito le navi cinesi di lasciare l'area dopo essersi avvicinate a quattro pescherecci nelle acque a sud di Uotsurijima, una delle isole dell'arcipelago Senkaku. Secondo quanto riferito, i fatti sono avvenuti nelle prime ore del mattino, con le navi cinesi che avrebbero lasciato l'area alle 11.40 dell'orario locale. La guardia costiera giapponese afferma che l'incursione di sabato è stata la 22esima, in cui le navi cinesi hanno violato le acque territoriali giapponesi intorno alle isole.
La Cina non ha rilasciato commenti sulla vicenda.
La Repubblica Popolare Cinese non riconosce la sovranità del Giappone su queste isole rocciose, che chiama Isole Diaoyu.

Rivendicazioni su isole Senkaku/Diaoyu tra Pechino e Tokyo

La contesa tra i due Paesi asiatici sull'arcipelago ha le sue origini alla fine del XIX secolo, con Tokyo che le occupò nel 1895, mentre Pechino sostiene che le isole furono designate come territorio cinese nelle mappe giapponesi stampate nel 1783 e nel 1785.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le isole furono occupate dagli Stati Uniti prima di essere cedute al Giappone nel 1972. Le autorità cinesi e dell'isola di Taiwan (che la Cina considera una provincia ribelle) hanno protestato contro questa decisione. Tokyo ha nazionalizzato le isole da un investitore privato nel 2012, spingendo Pechino ad avvertire che non si sarebbe "arresa a guardare la sua sovranità territoriale violata", con manifestanti cinesi scesi in piazza per esprimere la loro rabbia bruciando bandiere e distruggendo prodotti di fabbricazione giapponese.
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Tokyo ha ripetutamente protestato per la presenza di navi cinesi vicino alle isole, definendole "incursioni inaccettabili", senza tuttavia fomentare una disputa militare con Pechino sulla questione.
L'amministrazione Biden si è impegnata a sostenere le rivendicazioni del Giappone nei confronti delle isole Senkaku come parte di un più ampio tentativo di includere il Giappone e altre nazioni dell'Asia-Pacifico in una coalizione anti-cinese nota come Quad.
Oltre alla contesa sino-giapponese su queste isole, gli Stati Uniti si sono fatti coinvolgere nelle rivendicazioni tra la Cina e diverse nazioni del sud-est asiatico per il controllo del Mar Cinese Meridionale, conducendo pattugliamenti militari per la "libertà di navigazione" attraverso questo specchio d'acqua, quando l'allora segretario di Stato dell'amministrazione Obama Hillary Clinton aveva definito l'argomento "una questione di interesse nazionale degli Stati Uniti".
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