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Covid, Crisanti: “A Wembley 60mila tifosi per la finale degli Europei? Una roba da matti”

Andrea Crisanti - Sputnik Italia, 1920, 27.06.2021
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Il microbiologo dell`Università di Padova invita a limitare il rischio che gli Europei di calcio diventino un volano per la variante Delta, che nelle ultime settimane ha determinato un netto aumento dei casi di Covid-19 proprio nel Regno Unito.
In un’intervista al Fatto Quotidiano, il professor Andrea Crisanti ricorda che la variante Delta ha una trasmissione elevatissima e che gli assembramenti aumentano i rischi, come confermato dai 120 finlandesi tornati positivi dopo la partita della loro nazionale a San Pietroburgo.

“Allo stadio la gente è incoraggiata a urlare, a fare il tifo, a supportare. Questo favorisce l’emissione virus e il contagio. È ovvio”.

E se è giusto consentire ai tifosi di seguire la propria nazionale, con regole che fissano al 25% la capienza degli stadi e che prevedono controlli agli ingressi, per Crisanti l’accordo tra il governo britannico e la Uefa che porta al 75% la capienza dello stadio di Wembley, pari a 60.000 persone, in occasione delle semifinali e della finale degli Europei è una “roba da matti”.

“Come se il virus distinguesse tra una semifinale e un’altra partita. Capisco la voglia di tornare alla normalità ma non deve andare a scapito del buon senso”.

Perché, se è vero che nel Regno Unito l’aumento dei casi di Covid non ha portato a un incremento di ricoveri e decessi, “senza vaccini saremmo in piena emergenza”, ha sottolineato il professor Crisanti.

Record di contagi nel Regno Unito

Ieri il Regno Unito ha registrato 18.270 nuovi casi di coronavirus e 23 morti, il bilancio più alto dallo scorso 5 febbraio. Secondo le autorità, l'incremento è dovuto alla variante Delta e solo l'elevato numero di vaccinazioni sta contribuendo a contenere il numero di ricoveri e vittime.
Sono circa 44 milioni i britannici che hanno ricevuto la prima dose del vaccino, pari a quasi l'84% della popolazione, e 32 milioni anche la seconda, pari a più del 61%.
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