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Brunetta: "Ora le riforme o niente fondi europei. Il boom è partito, serve un patto sociale"

© AP Photo / Pier Paolo CitoMinistro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 27.06.2021
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All’indomani delle manifestazioni di piazza dei sindacati, che chiedono la proroga del blocco dei licenziamenti, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, sottolinea la necessità di un patto sociale per scongiurare un conflitto in piena fase di boom economico.
Renato Brunetta è ottimista sulla ripresa del Paese, sottolineando che è già in atto un “rimbalzo” innescato solo dal clima di fiducia creato dal governo Draghi, perché “finora non abbiamo speso nemmeno un euro dei soldi del Recovery plan”.
E proprio sul Recovery Plan, il ministro lancia “un avviso ai naviganti, a tutti: partiti, istituzioni, opinione pubblica, ministri, maggioranza, opposizione”:

“I soldi arrivano solo se si fanno le riforme, quelle individuate sono circa quaranta. In cambio di queste riforme vengono erogate risorse attraverso puntuali Sal, stati di avanzamento lavori. Ecco perché ‘no reform, no money’”

Si tratta di riforme "necessarie", sottolinea Brunetta in un’intervista a La Stampa, che “noi non abbiamo mai avuto la forza e il coraggio di fare” e per cui "dovremo solo dire grazie all’Europa, ad Angela Merkel e a Mario Draghi che ci hanno portato a questo risultato".

"Un patto come nel 1993"

All’indomani delle manifestazioni dei sindacati contro la proroga selettiva del blocco dei licenziamenti, Brunetta afferma che “non ha senso il conflitto sociale quando si è in una fase di boom economico”.

Sarebbe il fallimento della politica, ma anche del sindacato. Occorre dialogo. Serve a tutti, al sindacato ma anche al governo. Sto pensando a un vero e proprio patto sociale. Un grande accordo per gestire questa fase. Chiamiamolo come vogliamo, ma abbiamo bisogno di un Protocollo d’intesa come quello di Ciampi nel ’93.

Perché in questa fase "serve un approccio di politica economica capace di tenere insieme crescita ed efficienza da un lato, e giustizia sociale e lotta alla disoccupazione dall`altro".

Proroga selettiva

Il governo è orientato verso una proroga del blocco dei licenziamenti, in scadenza il 30 giugno, solo per alcuni settori in crisi, quali il tessile. La proroga, dal primo luglio al 31 ottobre, sarà accompagnata da 18 settimane di Cig Covid a carico dello Stato.
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