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Assange, testimone chiave rivela: fabbricate accuse false. Snowden: "Questa è la fine del caso"

© AP Photo / Matt DunhamWikiLeaks founder Julian Assange being taken from court, where he appeared on charges of jumping British bail seven years ago
WikiLeaks founder Julian Assange being taken from court, where he appeared on charges of jumping British bail seven years ago - Sputnik Italia, 1920, 27.06.2021
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Un importante testimone nel caso del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Julian Assange ha ammesso di aver fabbricato accuse false contro il fondatore di Wikileaks.
Sigurdur Ingi Thordarson è stato reclutato dalle autorità statunitensi per costruire false accuse nei confronti di Julian Assange, dopo aver fatto credere di essere un suo stretto collaboratore. Lo ha ammesso lo stesso ex volontario di Wikileaks alla rivista islandese Stundin.
Thondarson, che è di nazionalità islandese, aveva avuto l'opportunità di offrirsi come volontario di Wikileaks per una raccolta fondi nel 2010, in occasione di un viaggio di Julian Assange in Islanda per un progetto sulla libertà di stampa.
Dopo quell'occasione, le sue dichiarazioni si erano rivelate fondamentali per costruire le accuse di cospirazione contro Assange. Thondarson aveva affermato di aver ricevuto l'incarico a compiere intrusioni informatiche e attacchi hacker contro obiettivi islandesi. Adesso l'accusatore confessa di aver inventato tutto, di non aver mai ricevuto l'ordine di compiere attacchi informatici.
“In effetti, Thordarson ora ammette a Stundin che Assange non gli ha mai chiesto di hackerare o accedere alle registrazioni telefoniche dei parlamentari [islandesi]. La sua nuova affermazione è che aveva in effetti ricevuto alcuni file da una terza parte che sosteneva di aver registrato i parlamentari e si era offerto di condividerli con Assange senza avere alcuna idea di cosa contenessero effettivamente. Afferma di non aver mai verificato il contenuto dei file o anche se contenevano registrazioni audio come suggerito dalla sua fonte terza", ha riferito il quotidiano sabato.
La fabbricazione di queste testimonianze sarebbe stata necessaria a sostenere l'accusa di cospirazione contro Assange in relazione alle sue interazioni con Chelsea Manning. La tattica dei funzionari statunitensi sembra aver avuto successo, come si evince dalla sentenza pronunciata il 4 gennaio dal giudice Vanessa Baraitser, che ha negato l'estradizione per ragioni umanitarie, non per la decadenza delle accuse.
Thordarson ha anche fornito a Stundin i registri delle chat che risalgono al 2010 e al 2011, e che indicano le sue frequenti richieste agli hacker di attaccare o ottenere informazioni da entità e siti web islandesi.
Il giornale insiste sul fatto che nessuno dei registri mostra che a Thordarson sia stato chiesto di rivolgersi agli hacker da qualcuno all'interno di WikiLeaks. Secondo il giornale, i registri in realtà riflettono i costanti tentativi di Thordarson di gonfiare la sua posizione, poiché si descriveva come capo dello staff o capo delle comunicazioni.
Separatamente, Stundin ha citato l'ex ministro degli Interni islandese Ogmundur Jonasson affermando che le autorità statunitensi "stavano cercando di usare le cose qui [in Islanda] e usare le persone nel nostro paese per tessere una rete, una ragnatela che avrebbe catturato Julian Assange".

La reazione di Snowden

"Questa è la fine del caso contro Julian Assange", ha commentato a stretto giro Edward Snowden.
L'attivista ha inoltre osservato che se il presidente Joe Biden continua a "chiedere l'estradizione di un editore sulla base di un'accusa avvelenata da cima a fondo con falsa testimonianza, ammessa dal suo stesso testimone chiave, il danno alla reputazione degli Stati Uniti sulla libertà di stampa durerebbe per una generazione. È inevitabile".

Le accuse degli Usa

Assange, 49 anni, è accusato di 18 accuse di cospirazione per hackerare computer del governo degli Stati Uniti e la pubblicazione di documenti militari riservati, compreso un video di un attacco con elicottero Apache del 2007 a Baghdad in cui sono state uccise una dozzina di persone, tra cui due giornalisti Reuters.
La persecuzione giudiziaria di Julian Assange si interrompe quando il cyber-attivista riceve l'asilo politico dal governo ecuadoriano, al tempo guidato dal presidente progressista Rafael Correa, all'interno della sede dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra.
Il sostegno viene però a mancare dopo la svolta di Lenin Moreno, successore di Correa a Quito, che l'11 aprile 2019 revoca l'asilo politico ad Assange, immediatamente arrestato e condotto in carcere dalla polizia britannica in attesa del processo per l'estradizione, concluso oggi con la vittoria del fondatore di Wikileaks.
Il 4 gennaio 2020 la corte britannica ha negato l'estradizione del giornalista negli Stati Uniti.
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