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Variante Delta in Italia, Iss: "Maggior parte dei contagi fra non immunizzati"

© Sputnik . Evgeny UtkinPassanti in mascherina
Passanti in mascherina - Sputnik Italia, 1920, 26.06.2021
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La crescente preoccupazione per la diffusione del nuovo ceppo potrebbe portare a eventuali istituzioni di zone rosse ad hoc, dovute anche alla resistenza della mutazione agli anticorpi e alla maggiore trasmissibilità.
La diffusione della variante Delta in Italia avviene per lo più tra persone non vaccinate o che non hanno ancora completato il ciclo di immunizzazione. Lo rende noto l'Istituto Superiore di Sanità nell'ultimo aggiornamento del rapporto "Epidemia Covid-19".
"La maggior parte dei casi segnalati in Italia sono stati identificati in soggetti non vaccinati, che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino Sars-CoV-2 o che sono stati vaccinati con la prima dose o con il vaccino monodose entro 14 giorni dalla diagnosi stessa, ovvero prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria completa al vaccino", si legge nel testo.
La copertura vaccinale delle fasce più a rischio ha determinato il crollo dei contagi fra gli ultra-ottantenni. Il report, infatti, evidenzia come la maggior parte dei casi segnalati al sistema di sorveglianza nelle ultime due settimane riguardi individui di età uguale o inferiore a 50 anni.
Solo il 27,2% dei casi ha un'età superiore ai 50 anni mentre il 21,5% dei casi riguarda i giovani di età inferiore ai 20 anni.
"Nella maggior parte dei casi segnalati nelle ultime due settimane, l’accertamento diagnostico è stato motivato dalla presenza di sintomi o in seguito ad attività di ricerca dei contatti di casi accertati", prosegue il rapporto, da cui emerge una riduzione dell'incidenza fra gli over 80 a partire da febbraio e un trend in diminuzione da marzo per le fasce d'età incluse tra 70/79 e 60/69, in corrispondenza dell'estensione della campagna di vaccinazione.

La variante Delta in Italia

La variante Delta si diffonde in Italia nonostante la regressione generale del virus. L'Iss mette in guardia sulla quadruplicazione dei casi segnalati, che in un mese sono passati dal 4,2% di fine maggio al 16, di giugno. Gli esperti ritengono che questo ceppo sia in procinto di sostituire la variante alfa (ex inglese) come dominante.
“Dalla nostra sorveglianza epidemiologica – ha dichiarato Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS – emerge un quadro in rapida evoluzione che conferma come anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, la variante Delta del virus stia diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa della prevalenza”.

Rezza: alzare la guardia

Davanti alla circolazione della variante Delta il "Ministero e Regioni stanno alzando il livello di guardia. Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.
"E' necessario continuare con la campagna di vaccinazione per cercare di immunizzare il maggior numero possibile di persone con un ciclo completo. Allo stesso tempo è importante mantenere comportamenti individuali prudenti", ha avvertito.

La diffusione della variante Delta

La variante Delta del coronavirus, diffusa inizialmente in India, ha provocato una nuova ondata di contagi in Regno Unito, nonostante il livello avanzato di vaccinazione raggiunto nel Paese. La comparsa di alcuni focolai preoccupa anche in Italia, per via delle aperture graduali in zona bianca e dello stop dell'obbligo mascherina all'aperto a partire dal 28 giugno.
La mutazione mostra una maggiore trasmissibilità e resistenza al vaccino, laddove non sia stato completato il ciclo di immunizzazione. Per questa ragione è al vaglio l'ipotesi di istituire nuove zone rosse ad hoc in caso di eventuali focolai.
Alcuni Stati, come il Bangladesh, hanno annunciato un nuovo lockdown a causa della diffusione del ceppo mutato. Anche la città di Sidney, in Australia, ha adottato alcune misure di contenimento dei contagi. In conseguenza della situazione epidemiologica più preoccupante, la Nuova Zelanda ha chiuso le frontiere con l'Australia.
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