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Variante Delta, Bassetti: "Non servono nuove zone rosse, ma sequenziamento"

© Foto : FacebookMatteo Bassetti, infettivologo, primario dell’ospedale San Martino di Genova
Matteo Bassetti, infettivologo, primario dell’ospedale San Martino di Genova - Sputnik Italia, 1920, 26.06.2021
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La diffusione del ceppo indiano, più contagioso e resistente ai vaccini, potrebbe portare a nuovi lockdown mirati, nonostante le riaperture e gli allentamenti dei divieti siano stati definiti "irreversibili".
L'ipotesi di nuove zone rosse locali, istituite ad hoc per arginare eventuali focolai dovuti alla variante Delta, non convince il direttore della Clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, che, interpellato da AdnKronos, ritiene necessario un sequenziamento, ancora troppo basso in Italia.
"Parlare oggi di zone rossa o lockdown non serve, occorre che gli italiani si vaccinino perché con la variante Delta gli obiettivi finali della campagna vaccinale sono cambiati: dobbiamo immunizzare l'80-85% della popolazione. Non possiamo accettare che rimangano senza vaccini milioni di persone", ha affermato.
L'infettivologo ha inoltre ricordato che neanche in Gran Bretagna, dove la nuova ondata di contagi è spinta dalla diffusione della variante Delta, sta ricorrendo alle chiusure.
"Le zone rosse o i lockdown non li stanno facendo neanche gli inglese - aggiunge - possono essere una soluzione estrema ma davvero vogliamo chiudere di nuovo gli italiani? Si deve puntare sul tracciamento dei casi, soprattutto di chi arriva dall'estero".
Per Bassetti è necessario, piuttosto, il sequenziamento ed "è inaccettabile che in un momento come questo l'Italia rimanga all'1% dei casi sequenziati. Dobbiamo correre e arrivare anche al 10%", ha sottolineato. A questo proposito "vorrei sentire una parola più forte dalle istituzioni sul sequenziamento e la genotipizzazione dei casi registrati", ha aggiunto.

La diffusione della variante Delta

La variante Delta del coronavirus, diffusa inizialmente in India, ha provocato una nuova ondata di contagi in Regno Unito, nonostante il livello avanzato di vaccinazione raggiunto nel Paese. La comparsa di alcuni focolai anche in Italia preoccupa anche in Italia, per via delle aperture graduali in zona bianca e dello stop dell'obbligo mascherina all'aperto a partire dal 28 giugno.
La mutazione mostra una maggiore trasmissibilità e resistenza al vaccino, laddove non sia stato completato il ciclo di immunizzazione. Per questa ragione è al vaglio l'ipotesi di istituire nuove zone rosse ad hoc in caso di eventuali focolai.
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