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Partito di Conte? Per i sondaggi vale il 15% e potrebbe diventare la terza forza politica

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 26.06.2021
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Riaffiora l'ipotesi fra i sondaggisti di un partito di Conte, dopo le scintille all'interno del M5S fra il fondatore e il leader in pectore. Intanto il ministro Di Maio invita il movimento all'unità.
Se Giuseppe Conte scendesse nell'agone politico con una forza politica propria, non solo conquisterebbe il 15% dell'elettorato ma potrebbe diventare il terzo partito d'Italia. Lo ha rivelato ad AdnKronos il sondaggista Fabrizio Masia di Emg Acqua.
Le scintille fra il fondatore del moVimento Beppe Grillo e il leader in pectore Giuseppe Conte, lasciano riaffiorare l'ipotesi di una di una discesa in campo dell'ex premier con un partito proprio. Non si tratta di fantapolitica ma di uno scenario che i sondaggisti valutano nel caso in cui la frattura nel M5S si rivelasse insanabile.
L'ipotesi era già stata presa in considerazione nelle precedenti crisi acute del governo giallorosso. In quelle occasioni il partito dell'ex premier era dato al 10% circa.
Adesso, secondo Masia, Conte potrebbe partire da un 15% dei consensi ed entrare nel panorama politico come quarta forza.
"Un dato certo a livello sondaggistico è che Conte gode ancora della fiducia di un 40% degli italiani. Considerato che in passato, quando lo avevo testato, un possibile partito dell'ex premier valeva circa il 15%, non escludo che oggi possa intercettare una buona parte dei voti 5 Stelle, almeno il 70%, ma anche del campo di centrosinistra: Partito democratico, Sinistra italiana, Articolo uno, Verdi, più qualche decimale centrista", spiega ad AdnKronos.
Il partito di Conte ridimensionerebbe il M5S, tanto portarlo al di sotto della soglia del 10%, per diventare la quarta forza d'Italia. Ma non è tutto.
"Non escludo che possa diventare addirittura la terza forza politica. Se il Pd oggi vale il 18%, Conte potrebbe erodere consenso e ridimensionarlo. Tutto nasce dalla sua capacità ecumenica e trasversale di intercettare vari segmenti di elettorato", prosegue il sondaggista, mettendo in chiaro che si tratta di valutazioni "virtuali" perché "bisogna capire come l'ex presidente del Consiglio presenterà il partito, le alleanze, chi si porterà dietro. Il suo potenziale può essere davvero molto rilevante".

Il messaggio di Di Maio

Nel frattempo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, tenta di scongiurare la frattura con un invito all'unità.
"Il Movimento 5 Stelle è una splendida comunità. Insieme abbiamo affrontato diverse fasi, anche le più difficili e complicate, ma le abbiamo sempre superate usando testa e cuore. Il bene che tutti vogliamo al Movimento è il pilastro su cui fondare le nostre decisioni. Mettiamocela tutta", ha scritto in un post di Facebook.
"Diamo il massimo e rimaniamo uniti", ha aggiunto.
La tensione è arrivata alle stelle dopo l'intervento di Grillo alla Camera, che adesso rischia di frantumare il movimento. Al centro del diverbio tra i due leader c'è il nuovo statuto, che dovrà essere presentato nei prossimi giorni, in particolare il vincolo dei due mandati.
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