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Manifestazione dei sindacati a Torino, Firenze e Bari. Landini: "Errore sbloccare i licenziamenti"

© Cgil - FacebookManifestazione Cgil, Cisl e Uil
Manifestazione Cgil, Cisl e Uil - Sputnik Italia, 1920, 26.06.2021
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Il segretario generale della Cgil scende in piazza assieme ai lavoratori che dal 30 giugno rischieranno di perdere il posto, per chiedere al governo e alle imprese di assumersi le proprie responsabilità.
Maurizio Landini è sceso in piazza questa mattina a Torino a fianco dei lavoratori per dire forte e chiaro che sbloccare i licenziamenti è un errore e chiedere al governo e alle imprese di assumersi le proprie responsabilità. Oltre al capoluogo piemontese, i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato la giornata di mobilitazione "Ripartiamo insieme" nelle città di Firenze e Bari.

"Oggi chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti e che il governo faccia questo atto di attenzione verso il mondo del lavoro, è il momento di unire, non di dividere e non è il momento di ulteriori fratture sociali", ha detto il numero uno della Cgil sul palco allestito a Piazza Castello.

Al premier, al governo, a Confindustria, a Confapi e a tutte le associazioni, Landini ribadisce che "è un errore sbloccare i licenziamenti" perché il messaggio che in questo momento deve essere mandato "è che i problemi e le riorganizzazione necessarie non si devono affrontare" licenziando i lavoratori.
Governo e imprese nei prossimi mesi devono assumere "la responsabilità, dove ci sono problemi, di usare la cassa integrazione ordinaria e i contratti di solidarietà".
"La questione non è se i problemi saranno tanti o pochi, il problema è che le riorganizzazioni necessarie nelle aziende non si devono affrontare con i licenziamenti. Abbiamo bisogno di politiche industriali e ammortizzatori sociali degni di questo nome", osserva Landini.

Le proteste dei sindacati

Maurizio Landini ha proseguito dicendo che la mobilitazione è solo all'inizio e che "il Paese cambia solo se cambia insieme al lavoro e per sostenere il lavoro". "Non siamo disponibili ad accettare un peggioramento ne oggi ne mai, lo sappiano le forze politiche e le imprese", ha aggiunto sottolineando che i manifestanti vogliono "portare a casa risultati, ma se non ci ascoltano non ci fermiamo qui e uniti andremo avanti fino a quando non avremo ottenuto i nostri risultati”
Per il segretario generale della Cgil le riforme e gli investimenti devono creare "lavoro stabile, basta precarietà e, soprattutto" tutte le persone devono "avere gli stessi diritti e le stesse tutele".
"Per noi - ha aggiunto - non è più accettabile quello che sta succedendo, cioè una competizione tra le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare". I sindacati chiedono il coinvolgimento nelle riforme della rappresentanza dei lavoratori.
"Se non lo sarà vedremo cosa fare, compreso il provvedimento di evitare che il 1 di luglio possano partire dei licenziamenti", ha concluso.
Lo sciopero di sabato arriva al culmine di settimane di tensioni fra i lavoratori, dovute allo stop del blocco dei licenziamenti previsto il 30 di giugno. Durante un picchetto dei lavoratori della logistica del novarese un sindacalista del Si Cobas è stato investito e ucciso di un camion che ha tentato di forzare il blocco dei manifestanti. Questo episodio ha determinato una nuova ondata di manifestazioni e proteste.
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