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Terzo richiamo: Norvegia identifica gruppi a rischio che riceveranno dose extra di vaccino

© REUTERS / DADO RUVICFiale con vaccini anti-COVID Pfizer ed AstraZeneca
Fiale con vaccini anti-COVID Pfizer ed AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Il National Institute of Public Health (FHI) sta attualmente lavorando per identificare i gruppi a rischio che potrebbero aver bisogno dei cosiddetti vaccini booster, ovvero dosi extra di vaccino contro il COVID-19.
Diversi Paesi, tra cui il Regno Unito e la Danimarca, il cui primo ministro in precedenza aveva azzardato che la popolazione dovrà essere vaccinata "più e più volte", stanno attualmente valutando la somministrazione di dosi di richiamo alla popolazione.
Mentre due dosi di vaccino sono considerate sufficienti per persone sane e forti, una terza dose può aumentare la protezione e fornire un'immunità duratura alle persone fragili appartenenti a vari gruppi a rischio, secondo quanto riportato dal quotidiano Verdens Gang.
Il capo medico dell'FHI, Sara Viksmoen Watle, ha affermato che probabilmente sarebbe bene somministrare dosi di richiamo a gruppi a rischio come anziani, soggetti con sistema immunitario indebolito o altri che non hanno ricevuto una protezione sufficiente. Ad esempio, le persone che hanno subito un trapianto di organi potrebbero ricevere una nuova dose di vaccino in autunno, mentre altri gruppi a rischio potrebbero ricevere un'altra somministrazione il prossimo inverno.
"Per le persone sane che vengono vaccinate quest'estate, passerà probabilmente molto tempo prima che vi sia bisogno di una vaccinazione di richiamo", ha aggiunto Watle.
Watle ha affermato che quando e se somministrare dosi di richiamo è una questione spinosa, perché ad oggi non è noto quale livello di protezione forniscano gli anticorpi.
“Ad esempio, per l'epatite B, sappiamo che se hai un certo livello di anticorpi, allora sei protetto. Non conosciamo il livello di COVID-19 e non è certo che lo scopriremo. Quindi dobbiamo vedere l’incidenza delle infezioni tra i soggetti completamente vaccinati. Contrarre il virus ma senza ammalarsi non vuol dire che il vaccino non funzioni", ha riflettuto, sottolineando che per ora i vaccini sono considerati efficaci per almeno sei mesi e probabilmente anche di più.
L'FHI sta anche lavorando su quali vaccini potrebbero essere rilevanti per l'uso. L'elenco delle varianti include: 1) un nuovo vaccino "ritoccato" adattato alle nuove varianti. 2) lo stesso tipo di vaccino somministrato prima 3) una combinazione di vaccini, integrati con un tipo diverso (ad esempio un vaccino a base di proteine ​​più un vaccino a RNA).
In precedenza c’erano stati dei battibecchi tra l'FHI e la direzione norvegese della sanità sulla necessità della terza dose. Il vicedirettore della sanità, Espen Rostrup Nakstad, aveva dichiarato all'inizio della primavera che potrebbe essere necessaria la terza dose di vaccino se la variante Delta si dovesse diffondere. Al contrario, Preben Aavitsland, di FHI, ha ribattuto che non ci sono dati a sostegno di ciò.
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