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Speranza: l’Italia è migliorata e anche la Valle d’Aosta passa in zona bianca

© Foto : Agenzia Nova / Marco Minnail Ministro della Salute Roberto Speranza
il Ministro della Salute Roberto Speranza - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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L'Italia può passare prudentemente tutta in zona bianca, dice il ministro Speranza. La situazione epidemiologica è nettamente migliorata ma la battaglia non è vinta.
Da lunedì 28 giugno tutti in zona bianca, compresa la Valle d’Aosta che si aggiunge per ultima. Da quel giorno cadrà anche l’obbligo di mascherina all’aperto in Italia, ma non per i cittadini della Regione Campania dove resterà in vigore per volere di Vincendo De Luca.
Letto il bollettino settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministro Speranza ha firmato la nuova ordinanza che pone tutta Italia in zona bianca. L’Rt è tra 0,62 e 0,74, mentre i contagi sono 12 ogni centomila abitanti, siamo ben al di sotto dei 50 per 100 mila abitanti.
Su Rai 1 il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia la firma dell’ordinanza e dice che “il quadro è molto migliorato ed è un fatto positivo”.
Ma ovviamente il ministro ricorda come un disco rotto che “la partita però non è vinta perché il virus circola e c’è l’insidia delle varianti” e l’attenzione deve restare alta.
Per quanto riguarda i cittadini stranieri che giungono in Italia, Speranza afferma che ”le misure in vigore sono sufficienti” anche per quanto riguarda i cittadini che giungono da nazioni dove ci sono varianti che destano preoccupazione.
Speranza ricorda che la mascherina va portata sempre con sé come obbligo e che va indossata nelle situazioni di rischio, anche all’aperto.

Come sta andando la campagna vaccinale

La battaglia più importante da vincere resta la campagna vaccinale. L’Italia ha somministrato 48.521.442 dosi al 25 giugno (ore 17.07) e sono 17.068.798 i cittadini e le cittadine che hanno completato il ciclo vaccinale. Il 31,61% della popolazione sopra i 12 anni è quindi vaccinata.
Scende la media delle dosi somministrate giornalmente in base a quelle ricevute all’88,8%, probabilmente perché le regioni si preparano alla carenza di dosi prevista per luglio. Fanno cioè scorta più scorta per garantire almeno i richiami delle prossime settimane.
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