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Scalea: “La federazione di centrodestra, serve una strategia precisa per evitare effetto boomerang”

© Sputnik . Алексей Витвицкий / Vai alla galleria fotograficaSilvio Berlusconi
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, lancia la sua ricetta per una forza unica del centrodestra, un “partito repubblicano” sul modello americano "senza fusioni a freddo o calate dall’alto" e chiede di accelerare il percorso per arrivare a traguardo da qui al 2023 ai suoi alleati, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Matteo Salvini (Lega).
Il progetto lascia freddo il FdI, mentre Salvini ringrazia e punta tutto sulla federazione.
Nel frattempo gli elettori premiano il partito unico del centrodestra. Secondo un sondaggio firmato da Emg per l’Agorà oltre il 50% vedrebbe con favore la creazione di un partito unico che possa far confluire tutte le forze della coalizione. Nello specifico il 54% ha risposto "sì" alla domanda "lei è favorevole al partito unico del centrodestra proposto da Berlusconi?". I pareri negativi si sono fermati al 29%, mentre il 17% ha preferito non rispondere.
Quanto peserebbe in termini di consensi la Federazione Lega-Forza Italia? Questa fusione può davvero funzionare? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Daniele Scalea, co-fondatore e presidente del think-thank Centro Studi politici e strategici Machiavelli.
© Foto : fornita da Daniele ScaleaDaniele Scalea
Daniele Scalea - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
Daniele Scalea
— Daniele, cosa pensi dell’ipotesi che riguarda la creazione del partito unico tra la Lega e la Forza Italia? Ti piace l’idea?
— È una ipotesi interessante, che ha i suoi pro e i suoi contro. Di sicuro c'è che la strada andrebbe intrapresa solo a fronte di una precisa strategia e di una consapevolezza diffusa, non per meri calcoli elettoralistici. Altrimenti rischia di essere un boomerang.
— Cosa sta alla base di tale scelta? Cosa ha portato Berlusconi e Salvini a mettersi d’accordo e unirsi?
Berlusconi sa di aver fatto il suo tempo dopo un predominio ventennale nella Destra italiana. Ha 85 anni, non potrà impegnarsi ancora a lungo, non ha mai trovato un delfino dentro Forza Italia o il PdL (sia con Gianfranco Fini sia con Angelino Alfano è finita malissimo), il suo partito è ormai il terzo nelle gerarchie della coalizione. Perciò guarda a un passaggio di testimone verso il nuovo leader del centrodestra che possa comunque coronarne il ruolo storico e garantire la sopravvivenza della sua filiera politica (che, non va mai dimenticato, è connessa pure alle aziende della famiglia).
Salvini, invece, vede minacciata la sua leadership nella coalizione dall'ascesa di Giorgia Meloni. Nel 2023, se il centrodestra dovesse vincere le elezioni, con gli accordi attuali diventerà premier l'esponente del partito che avrà preso più voti. Federarsi con Forza Italia può essere un mezzo per far valere anche le preferenze della terza gamba della coalizione: vale a dire che, anche se FdI dovesse superare la Lega, FI potrebbe indicare Salvini come premier e sommare i propri voti a quelli della Lega per farlo designare al posto di Giorgia Meloni.
Il leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni - Sputnik Italia, 1920, 07.06.2021
Giubilei: "Meloni ha creato una formula giusta per raggiungere il successo"
Oltre a ciò, Salvini auspica di legare a sé l'area più centrista e moderata per garantire una coalizione ampia certa di prevalere sul centrosinistra quando si voterà. Oggi la Destra ha circa il 50% dei consensi: il pericolo è che il frammentato mondo del Centro possa saldarsi con la Sinistra e contendergli la vittoria. Giuseppe Conte in particolare sembra voler manovrare in tal senso. Certo è difficile immaginarsi di unire Conte, Renzi e Calenda, ma per non lasciare nulla al caso Salvini vuole coprirsi anche al centro.
— Da alcuni esperti questo “progetto” con copyright berlusconiano è visto come una riedizione aggiornata del Pdl e dagli altri invece - una annessione di Forza d’Italia alla Lega. E tu cosa ne pensi? Chi ne approfitterà di più oppure si tratta di una soluzione win-win per tutti i due partiti che stanno perdendo l’elettorato?
Fosse avvenuto nel 2019 sarebbe stata un'annessione tout court. Oggi la Lega è ancora nettamente più forte di FI ma in maniera meno schiacciante. Ecco perché proprio Berlusconi è lo sponsor dell'idea della fusione, mentre Salvini guarda a una più cauta federazione.
— Quanto emerge da un sondaggio Emg-Different per Adnkronos, la federazione però toglierebbe voti ai due partiti, arrivando solo al 23,8% (-4,7% rispetto alla somma di Lega e Fi). Sei d’accordo con questa lettura? La fusione può funzionare, tenendo presente anche il fatto che la Forza Italia non sarebbe compatta nel valutare positivamente l’idea?
È credibile che la somma politica di due partiti non corrisponda a quella aritmetica dei loro elettorati. Fondendosi in un soggetto dall'identità meno marcata i partiti perdono appeal per le rispettive ali "estreme": la Lega a destra e Forza Italia al centro. Consensi che potenzialmente si possono recuperare e pure con gli interessi, ad esempio perché si mostra un soggetto più forte, o perché si coglie l'occasione per una sana democrazia interna e un confronto da cui scaturino nuove idee ed energie. Ad esempio il PdL nel 2008 fece meglio di FI+AN nel 2006. Il punto da considerare, tuttavia, è che il partito "big tent", che tiene assieme anime variegate accomunate da un minimo comune denominatore abbastanza inclusivo, è vincente in un contesto elettorale maggioritario: funzionano, infatti, negli USA. In Italia invece negli ultimi anni ci si è mossi progressivamente verso un sistema più proporzionale che premia la proliferazione di partiti dall'identità marcata. A meno di un ritorno al Mattarellum, elettoralmente sarebbe meglio mantenere più partiti distinti che farne uno grande ed inclusivo.
Giorgia Meloni e Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 17.06.2021
Sondaggio elettorale: la Lega ancora prima ma Fratelli d'Italia ormai la tallona
— Fratelli d’Italia si sfila dal progetto sottolineando che “la federazione riguarderebbe solo i gruppi del centrodestra che sono in maggioranza con Draghi”. È un problema per Salvini e Berlusconi o i due leader sono comunque interessati ad escludere Meloni dal gioco, come sostengono alcuni fonti interne del FdI?
Se l'intento è contendere la leadership alla Meloni, allora escluderla è necessario. Se invece si tratta di creare un forte soggetto unitario, andrebbe inclusa. A quel punto però, se fai il partito big-tent, per garantire una dialettica interna che non porti subito alla scissione devi adottare anche il metodo delle primarie interne: a cominciare dalla scelta del candidato premier.
— Che effetto potrebbe invece avere la nascita del nuovo grande partito di centrodestra sul centrosinistra italiano che sta ancora in ricerca della sua identità?
— Non penso che il centrosinistra possa permettersi di guardare troppo a ciò che succede a destra, visto quanto magmatica è la situazione là. Il M5S non si sa ancora se alle prossime elezioni sarà radicale o moderato, di sinistra o di centro, capeggiato da Conte, da Grillo o da Di Maio. Non sappiamo il futuro degli scissionisti ex M5S. Non sappiamo se Letta avrà vita lunga alla guida del PD. Non sappiamo se PD e M5S sapranno collaborare. Non sappiamo nemmeno se Renzi e Calenda riusciranno a unire le forze nel loro piccolo. Troppe questioni interne rimangono ancora insolute.
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