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Pregliasco: l’impennata per le varianti Delta e Delta plus, ci sarà anche in Italia

© AP Photo / Andy WongПосетители рядом со статуей ангела в торговом центре Пекина
Посетители рядом со статуей ангела в торговом центре Пекина - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
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Una ondata di variante Delta e Delta plus del coronavirus Sars-CoV-2 colpirà anche l'Italia, il virologo Pregliasco sembra esserne sicuro. Ed invita a vaccinarsi.
Perché in Inghilterra c’è l’impennata di casi legati alle varianti Delta e Delta plus e non in Italia? Semplice, perché il Regno Unito è più avanti di noi e da noi arriverà più o meno presto.
A sentenziarlo è il virologo Fabrizio Pregliasco in una intervista rilasciata al Corriere della Sera dove spiega che le “varianti individuate sono ormai 700, alcune hanno minime differenze, ma quelle preoccupanti sono 4. Altre sono sotto osservazione. E la variante indiana, la Delta, che mescolata a quella sudafricana è diventata anche Delta plus, è più contagiosa e un po’ più cattivella”.
La variante Delta plus, è quindi una “alchimia” o se vogliamo una mescolanza tra patrimoni genetici sudafricani e indiani che ora invadono l’intero mondo.
Il professore spiega che le due nuovi varianti fanno meno morti perché comunque il vaccino agisce se uno si è sottoposto, ma in generale quelli che finiscono ospedalizzati accusano “effetti gravi” o più gravi rispetto alle altre varianti precedenti.
Ecco perché Pregliasco invita ancora più intensamente a vaccinarsi.
Francesco Paolo Figliuolo - Sputnik Italia, 1920, 24.06.2021
Variante Delta, Figliuolo invita i cittadini ad avere fiducia nella scienza

Mascherine all’aperto e discoteche secondo Pregliasco

Per quanto riguarda le mascherine all’aperto il virologo fa notare che Israele sta pensando di farle rimettere, ma ammette che “un manuale non c’è”, quindi visto che d’estate è difficile stare con la mascherine all’aperto, “almeno manteniamola al chiuso”.
Per quanto riguarda le discoteche, certo non si dimostra favorevole però “dipenderà dalla scelta politica”, afferma. Anche se lui auspica che almeno nelle discoteche venga imposto l’obbligo del green pass “ma fatto bene” e quindi “con un controllo vero, non come l’anno scorso” quando “i ragazzi davano i numeri di telefono falsi e poi il contagio ripartì”.
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